Accidenti, una bella rarità; le condizioni paiono piuttosto buone, per quanto non da targa oro dell'ASI (imperdonabile la mancanza delle scritte laterali). Il bianco non mi entusiasma particolarmente sulla Alpine Turbo, la preferisco in colori meno "civili" e più sportivi, quali il blu, il nero (magari con interni rossi.... ) o, più di tutti, il rosso. La ri-targatura (che, scusate, ma ad opinione personale è davvero un pugno nell'occhio) farebbe pensare ad un'importazione dall'estero.
Automobile per me "libidinosa", era un must assoluto ai suoi tempi, garantiva prestazioni incredibili; raggiungendo (e, anzi, superando abbondantemente) i 190 km/h anticipò per certi versi la moda (tipicamente anni '80) delle piccole utilitarie con motori che le trasformavano da agnelli in lupi, quali la Autobianchi Y10 Turbo, la Fiat Uno Turbo, la Peugeot 205 GTI o la Volkswagen Golf GTI.
Uhm. E' un esemplare molto "strano": manca la scritta Turbo mentre la targhetta del portellone è della serie precedente. I cerchi sembrano quelli in lamiera stampata della Alpine aspirata e anche lo specchietto Californian era tipico della vecchia serie aspirata. Certo, il numero elevato di passaggi di proprietà in cui generalmente incorrevano queste auto può aver comportato parecchi rimaneggiamenti.
Credo sia comunque di prima immatricolazione italiana: sono presenti i caratteristici fanalini laterali a losanga, non previsti nei paesi esteri.
Pensare che alla presentazione del modello, su una vecchia rivista dell'epoca del 1981, il giornalista scriveva: "Minime le variazioni estetiche rispetto all'Alpine aspirata. Da eliminare subito la vistosa vetrofania posteriore con la scritta Turbo!"
Col senno di poi, mi trovo d'accordo. Se però provassi a levare qualche anno di età al mio cervello, troverei le grandi e pacchiane scritte "Turbo" delle Renault anni ottanta assolutamente seducenti. All'epoca in cui il turbocompressore era la tecnologia del futuro, era bello far sapere al mondo con cosa andavi in giro.
Gli esteti di Quattroruote erano immuni dal canto di certe "sirene". Lodarono infatti la prima Uno Turbo I.E. per la sua composta sobrietà (a cui la Fiat pose presto rimedio agghindandola con fasce adesive ovunque, per la gioia dei ragazzi di allora).
La Lancia fu veramente campionessa di stile e discrezione. In tempi in cui la scritta Turbo contribuiva alle vendite, questa non compariva da nessuna parte. Possibile che in tanti ignorassero la presenza stessa del turbocompressore, anche se qualche sospetto può essere nato dopo essere stati sorpassati sul filo dei 200.
Peccato che anche la Lancia abbia ceduto alle tentazioni "sceniche", ma d'altra parte una belva da rally non poteva, e non doveva, avere un aspetto mite e compassato. Ad ogni modo, adorerei avere una HF prima maniera, con i manometri a cristalli liquidi e i sedili Recaro in tessuto Zegna.
Certo che al tempo la classe non ci mancava.
Ad ogni modo, adorerei avere una HF prima maniera, con i manometri a cristalli liquidi e i sedili Recaro in tessuto Zegna.
Il mio sogno (rimasto irrealizzato) da diciottenne squattrinato dell'epoca...
In compenso ho recuperato una strumentazione che spesso è oggetto di languide occhiate.
questa non compariva da nessuna parte
Compariva solamente in due sobrie scritte cromate applicate sulle modanature sottoporta.
Le bombette francesi sono sempre state agghindate in modo un pò vistoso dai loro stilisti. A me sinceramente questa cosa non ha mai disturbato ed oggi mi piace più di allora. Odio infatti le varie Renault "turbo" deturpate delle loro belle strisce decorative e delle targhette o scritte adesive specifiche. Tanto è vero che la mia rara R18 Turbo l'ho fatta rimettere tutta a nuovo raccomandando al carrozziere di non eliminare le vistose righe adesive e la scritta "turbo" in basso sulle fiancate, nonchè le targhette anteriori e posteriori. Oltre al vistoso ed inconfondibile spoiler specifico di questa versione. Altrimenti mi sarei scelto una R18 GTL...
Vista e... sbavata. Ha già le frecce bianche e le maniglie in plastica (un po' poco per parlare di "seconda serie" in effetti), ma soprattutto se non ricordo male il motore passò da 110 a 125 cavalli, potenza notevole per i tempi.
La serie successiva subì un ridimensionamento delle scritte, i tempi stavano già cambiando....
Diversi anni fa ho fotografato un esemplare di quella serie in corsa. Tenuto splendidamente, filava da paura. Lessi la semplice scritta "HF" sul portellone e pensai che la prima Delta HF non avesse il turbo. In realtà non avevo visto la minigonna.
La versione successiva, uscita nell'85, metteva le cose in chiaro. Scritte HF Turbo colorate di rosso in ogni dove, e cerchi in lega di foggia aggressiva che sarebbero arrivati, con pochissime modifiche, fino all'Integrale 16V. Macchina straordinaria, per anni snobbata, ormai introvabile...
Automobile per me "libidinosa", era un must assoluto ai suoi tempi, garantiva prestazioni incredibili; raggiungendo (e, anzi, superando abbondantemente) i 190 km/h anticipò per certi versi la moda (tipicamente anni '80) delle piccole utilitarie con motori che le trasformavano da agnelli in lupi, quali la Autobianchi Y10 Turbo, la Fiat Uno Turbo, la Peugeot 205 GTI o la Volkswagen Golf GTI.