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Ford Thunderbird

fordthunderbirdprincemax20140729.jpg
Anno 1956, targhe nere del 1962 (PrinceMax).

Data: 30/07/2014
Commenti: 17
Visualizzazioni: 2620
Commenti
#1 | Astrale il 30/07/2014 09:15:53
Davvero splendida, i miei complimenti al fotografo!!! e poi quella targa che dice "da sempre italiana"claps
#2 | Markino il 30/07/2014 09:25:43
Ma guarda che meraviglia, una Thunderbird a targhe nere.....
Se la targa è certamente del 1962, l'auto è ben precedente, perché in quell'anno la Thunderbird, in ossequio al frenetico mutamento a cui le Big Three sottoponevano le proprie vetture, era già arrivata alla terza generazione.
Questa è infatti la serie capostipite, la più bella e snella, come quasi sempre accade, costruita tra il 1955 e il 1957, e qui materializzata in un MY '55 o '56, privo del vistoso kit per alloggiare all'esterno la ruota di scorta, e quindi ancora più pulito e godibile; un gran classico la tinta rosso corallo.
Non è la prima che vedo con targhe nere: ne esiste almeno un'altra, nera, MY '57, con targhe AL 10, anch'esse successive di alcuni anni alla vettura. All'epoca ne furono vendute nuove anche da noi, ma non fu in Italia che la Thunderbird divenne una leggenda...
Volendo dire qualcosa in più, occorre ricordare che, fino ai primi anni '50, l'industria americana non aveva in listino alcuna auto sportiva, essendo già forte di una produzione sterminata capace di soddisfare quasi tutte le esigenze. Per gli amanti della velocità, della maneggevolezza e dell'aria aperta, una schiera peraltro molto vasta, specie negli Stati più ricchi, come tipicamente la California o la Florida, esistevano le auto europee, ai cui costruttori questo sostanzioso settore era praticamente offerto in regalo. Fu la Chevrolet, nel 1953, a rompere questa inerzia, lanciando la Corvette, che, a fronte di una carrozzeria Roadster in vetroresina di grande bellezza, opera del mitico Harley Earl, disponeva tuttavia di un motore asfittico, abbinato a una trasmissione automatica a due marce. Inevitabile il flop nei primi due anni, ma l'avveduta decisione di mantenerla in produzione e rilanciarla sui giusti binari per il MY '56 pose le basi per un successo divenuto rapidamente granitico, e perpetuatosi sino ai giorni nostri.
La Thunderbird nacque proprio come anti-Corvette, nella convinzione che quel settore di mercato meritasse di essere esplorato, a condizione di disporre del prodotto giusto. E la Ford fece centro al primo colpo: linea splendida e pulitissima, quasi all'europea, dimensioni contenute, prestazioni brillanti grazie a un propulsore Mercury da 292 c.i. (4,8 lt.), costruzione accurata, due posti secchi, e la possibilità di trasformare la sua originaria configurazione Roadster in un'elegantissima Coupé, grazie alla disponibilità di un hard-top caratterizzato dal piccolo oblò, proprio come in foto. Il successo fu immediato, e nei due anni successivi a quello del lancio, il 1955, la Thunderbird rimase praticamente immutata, anche se l'ampia griglia del MY '57 non è troppo riuscita. Nel '58 si cambiò filosofia, e la Thunderbird, in ossequio ai tempi, diventò più grande e raddoppiò i posti, ottenendo un consenso ancora superiore. Altri mutamenti significativi - alcuni, peraltro, di buon livello - seguirono nel '61, nel '64, nel '67, e via elencando, ma oramai l'impostazione originaria era andata perduta, e di lì ad arrivare financo a una - effimera - versione "Landau" 4 doors (inclusa nel restyling '67) il passo fu breve.
#3 | atae21 il 30/07/2014 09:52:49
ShockShockShock Como 10????? Shock Pazzesco, mai vista dalle mie parti, chissà chi era il primo intestatario di questo mezzo?!? Magari un facoltoso americano amante del Lago che già negli anni 60 aveva acquistato la "solita" villa da VIP...GrinCool
#4 | PrinceMax il 30/07/2014 11:17:50
Sì, è vero, la targa dell'ASI indicava il 1956 come anno di produzione: evidentemente mi sono dimenticato di indicarlo durante l'invio dell'immagine, specificando solo l'anno della targa. Chiedo scusa! Smile
Per me è stata una "visione celestiale". Quest'auto ebbe come prima proprietaria l'attrice Mara Berni, stella comasca del nostro cinema, che forse mi è già capitato di ricordare in qualche commento come grande appassionata di Alfa-Romeo e di automobili in generale.
Nata a Brunate (CO) nel 1932, fu attrice di cinema, teatro e televisione. La si ricorda in film come "Il vigile" di Luigi Zampa o "Il moralista" di Giorgio Bianchi, entrambi con Alberto Sordi.
Protagonista della dolce vita romana degli anni '60, era considerata l'alter ego italiano di Marilyn Monroe. Una vita piena, intensa, vissuta fra tanti successi ma anche tante delusioni e difficoltà. Due matrimoni, entrambi conclusi con un divorzio, la conversione all'islam per amore del secondo marito, l'industriale pakistano Tarik Mamoud Rana, la nascita di una figlia a 59 anni compiuti, con gli aiuti della scienza medica.
E poi due grandi passioni: gli animali e le automobili. Si racconta che avesse una decina fra cani e gatti e, negli anni di maggior successo, possedeva oltre dieci automobili. Poi il declino, i dissesti finanziari degli anni '70, un'epoca di cambiamento in cui la "dolce vita" non c'era più, in cui la sua bellezza oramai matura non trovò più posto in quel mondo dello spettacolo che sino a pochi anni prima tanto le aveva dato.
Molti suoi beni (fra cui la sua villa di Bellagio e alcune automobili, quali la Thunderbird) furono venduti per risanare i debiti.
Oggi, anziana e ritirata, dimenticata dai più, vive sola in Francia.
#5 | peppecantarella il 30/07/2014 12:34:22
Una autovettura elegantissima, non eccessivamente vistosa come usava l'industria automobliistica statunitense in quegli anni, molto glamour con questa tinta
#6 | 1600 GT il 30/07/2014 17:33:45
Complimentissimi Princemax per questo avvistamento favoloso!!!
Una Thunderbird a targhe originali italiane è qualcosa di a dir poco eccezionale.
Vettura elegante, imponente e splendida(al pari della prima proprietaria ai tempi che furono ovviamente).
#7 | gabford il 30/07/2014 20:06:37
Max, i complimenti sono scontati, anche per la storia che hai saputo raccontare. Certo che hai fatto proprio il pieno in quella piazza :-)
#8 | massimo il 30/07/2014 20:33:10
Nel caso non ci foste già transitati:

http://www.fotopa...elenco.htm

scorrete l'elenco sulla sinistra e selezionate "auto", a circa metà delle circa 90 immagini comparirà anche la Thunderbird del regista Luigi Zampa.
Buona visione Wink
#9 | Total III il 30/07/2014 22:46:13
Certo che già ai tempi molti esponenti del jet set italiano erano convinti esterofili... Smile
#10 | 1600 GT il 31/07/2014 00:08:53
Certo vedere il "reuccio" della canzone italiana in Triumph fa un certo effetto comunque sia, meno invece Gino Paoli con la sua Ford Mustang. Ma comunque l'esterofilia era già tanta, anche prima del boom a quanto pare, eppure qui in Italia di belle auto se ne costruivano e come.
#11 | Spinterogeno Ghisolfa il 31/07/2014 15:22:55
In quegli anni le americane in particolare erano molto in voga, nonostante, com'è stato già detto la produzione nazionale, permettesse di attingere dai modelli coevi in maniera appagante. Qualche settimana fà pubblicata sul Corriere la foto di uno dei banditi di Via Osoppo, al secolo Jess, accanto a una sfavillante balena d'oltreoceano, risalente al 1958, epoca aurea del noir meneghino.
Un paio di anni fà ha terminato l'attività a Milano nella centralissima Corso Sempione, un grosso autosalone fondato da un ex dipendente sulle ceneri di un altrettanto celebre Commissionaria (cosi si chiamavano in quegli anni) specializzata negli anni 50 esclusivamente nella vendita di americane.
#12 | Marlon il 19/08/2014 00:17:16
Colgo l'occasione di questo avvistamento per postare un altro esemplare, non "regolamentare" perchè avvistato in occasione di una manifestazione.

A parte la curiosa decisione di "decolorare" la provincia, questa Thunderbird ha comunque le targhe nere (dell'85) e ciò indicherebbe già una lunga permanenza nel nostro paese. Ma a bollo risulta addirittura del 57, quindi si può dire che anche questa è italiana da sempre
#13 | Markino il 19/08/2014 00:22:50
MY 1957 questo postato da Marlon, l'ultimo della generazione originaria, prima del passaggio, nel 1958, alla "4-seats": restyling del frontale e della coda non riuscitissimo, a mio giudizio. Il giro delle pinne posteriori veniva reso simile a quelle delle coeve berline Fairlane, con un effetto molto gradevole; tuttavia il massiccio paraurti che incorpora gli scarichi appesantisce parecchio l'insieme; troppo elaborato anche il paraurti anteriore, e un po' invasiva la nuova ampia griglia, ridisegnata secondo i canoni del tempo.
Resta comunque una gran bella macchina.
La prospettiva posteriore rivela la straordinaria somiglianza a questa versione della T-Bird di un'altra vettura stupenda e da noi poco conosciuta, la Auto Union 1000 SP Coupé del 1958 Smile
#14 | Super207 il 19/08/2014 14:01:26
Metto un altro esemplare che risulta immatricolato nel 1956 , anche questa purtroppo avvistata ad un raduno .
#15 | Markino il 19/08/2014 14:19:42
Eh eh, questa '56 bianca la conosco bene: circolava diversi anni fa nel nord-ovest, ed ha partecipato nel 2011 al raduno ASI "tricolore" per il 150° dell'unità nazionale....vedo che ha fatto un po' di strada.
Ottimo reportage.
#16 | Super207 il 19/08/2014 14:29:44
Grazie Marco sono contento ti sia piaciuta , avevo pensato che tu la conoscessi dato che ancora risulta residente al nord , l'ho fotografata ad una manifestazione dove ci sono sempre auto di pregio , che vengono da buona parte d'Europa e qualcuna anche dal resto del mondo .
#17 | gabford il 19/05/2024 23:22:10
Purtroppo non potevo scattare da altre angolazioni, ma è la stessa.

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