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Lancia Augusta

lanciaaugustasampei20141106.jpg
Anno 1935 (sampei).

Data: 06/11/2014
Commenti: 2
Visualizzazioni: 1518
Commenti
#1 | bob91180 il 06/11/2014 10:28:43
Mitica "ancetre" di alto lignaggio ...
#2 | Markino il 06/11/2014 13:26:05
Mitica "ancetre" di alto lignaggio ...

Nonostante le dimensioni contenute, l'Augusta, sul mercato dal 1932, esprimeva in pieno ciò che rappresentava all'epoca una Lancia: grande cura costruttiva e soluzioni tecnologiche d'avanguardia. Per citare solo l'esempio più eclatante, nel 1921 la Lambda stupì il mondo con due innovazioni che la rendevano nettamente superiore ad ogni altra vettura circolante: la carrozzeria portante e le sospensioni a ruote indipendenti, elementi che riversarono su quell'auto un'efficienza e un'affidabilità tali da consentire una vita produttiva - articolata in 9 serie - di ben 9 anni, con 13mila esemplari realizzati, numero ragguardevole per un marchio d'elite. Le esportazioni raggiungevano ogni angolo del mondo, ancorché nessuno all'epoca parlasse di "globalizzazione", e il marchio Lancia godeva di una reputazione eccezionale.
Nei primi anni '30, esaurito il potenziale della Lambda, uscita di produzione nel 1931, il ruolo di ammiraglie fu occupato da nuovi modelli dall'impatto tecnico meno dirompente, l'Artena e l'esclusiva Astura, quest'ultima fornita quasi sempre come autotelaio, poi abbigliato dai più prestigiosi carrozzieri come vettura di alta rappresentanza. Fu invece l'Augusta a mantenere al massimo livello la bandiera di innovazione della Lancia, riprendendo su una vettura chiusa lo schema della carrozzeria portante, al quale si unirono altre eccellenze tecniche: scocca rigida con portiere ad armadio senza montante centrale, dispositivo di ruota libera, brillante motore 4 cilindri a V di cilindrata contenuta (1,2 litri), solo per fare gli esempi più significativi.
Fu un grande successo, nonostante con i denari a cui era posta in vendita in Italia si potessero acquistare quasi due 508 Balilla: 14mila unità, più altre 3mila destinate ai carrozzieri, che realizzarono fuoriserie berlina o cabriolet di grande bellezza ed eleganza.
Le dimensioni e la cilindrata contenute erano un indispensabile adattamento al nuovo contesto economico, dovuto alla contrazione delle esportazioni a seguito della devastante recessione post-1929, come ho già avuto modo di argomentare in altre occasioni.
Dell'esemplare postato, purtroppo, non dev'essere stato possibile catturare viste più "esplicite", ma le condizioni sembrano ottime, ed il pregio, se mai ce ne fosse bisogno, è rafforzato dalla targatura d'origine, sempre affascinante ed evocativa quando è in gioco la Capitale, e, probabilmente, dalla più classica delle livree, il blu Lancia. D'obbligo la guida a destra.
Non lo conoscevo ancora, e va così ad aggiungersi agli altri che ho già censito nel tempo, piuttosto numerosi per un modello prebellico.
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