Versione di grande rarita' con prestazioni stradali di prim'ordine , non tanto per la potenza , ma per una buona coppia sempre disponibile ...
Destinata ai mercati esteri , da noi ne vennero immatricolate pochissime , oggi e' introvabile ...
L'essenziale l'ha gia detto Roberto.
Non penso di sbagliare se aggiungo che le prestazioni erano anche favorite da una massa da segmento "D" e non da segmento "E", con un gap favorevole di almeno un quintale.
Tinta splendida e rara sulle ultime 131, a prescindere dalla versione. Lo stato di conservazione sembra abbastanza decoroso, al netto di quel pianto assoluto che erano le componenti esterne in plastica delle FIAT tra fine anni '70 e anni '80.
L'eccezionale rarità rende ancora più auspicabile un impiego accorto e un'adeguata preservazione.
In effetti le prestazioni puramente velocistiche erano in linea con le altre duemila aspirate del periodo: velocità max di 175,949 e da 0-100 in 9,9 secondi. L'Argenta, con lo stesso motore (ma ad iniezione) e più pesante, andava un pochino meno e accellerava da 0-100 in quasi un secondo in più. Per chi non arriva oggi a comprarsi una Racing (viste le quotazioni in rialzo) può benissimo accontentarsi di una berlina 4 porte come questa. Anche se meno sportiva e giovanile di estetica ed interni.
Anche senza leggere la didascalia, si capisce a prima vista che non si tratta di una più comune 1300 TC per via della gommatura più generosa.
Diffusa più all'estero che da noi (dove i due litri erano giudicati quasi eccessivi per la categoria, similmente a quanto accadde con la Giulietta), era l'unica a montare l'idroguida di serie.
Molto più rara di una Racing, che qualche numero riuscì a farlo.
Mamma mia che meraviglia!!! Una rarissima 2000 TC è davvero il mio ideale di 131, sebbene la preferisca anche nella più comune motorizzazione 1300 TC, ma questa con il bialbero 1995 cm3 è davvero divina, orgasmica direi.
Il colore (peraltro splendido) e la ritargatura del 1984, farebbe pensare ad una prima immatricolazione all'estero, magari appartenuta in passato ad un emigrato rientrato in Italia in quell'anno li, ipotesi che riterrei la più valida.
A star bene, sta molto bene questo esemplare, ma una rinfrescata ai paraurti necessita e come.
L'ipotesi dell'emigrante di ritorno sarebbe confermata dall'adesivo sul parabrezza che si usa per la rete autostradale tedesca, messo di fianco al santino.
Il bollino autostradale è usato pure in molti Paesi dell'Est: sicuramente in Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Bulgaria e Moldavia, per la Polonia non ne sono sicuro.
C'è pure in Montenegro e in Lituania.
Il bollino esposto sul parabrezza di questa 131 mi sembra quello delle autostrade elvetiche. Non sono molto esperto di itinerari "nordici", ma so che in alcuni casi, per andare dalla Germania all'Italia si passa dalla Svizzera.... comunque sia, correggetemi se sbaglio, il bollino è stato introdotto in Svizzera successivamente al 1984, anno di presunta immatricolazione italiana di questa 131. A meno che il presunto siciliano rientrato in patria, non abbia mantenuto legami con la Germania...
Anche a me sembra un bollo svizzero. Sono stati introdotti nel 1985 e ogni anno cambiano colore. Sul sito delle dogane svizzere (www.ezv.admin.ch/zollinfo_privat/04338/04340/index.html?lang=it) c'è sulla destra un link (Disegni degli ultimi anni) ad un PDF che mostra tutti i bollini emessi dal 1985 al 2012. Con questo documento si può risalire all'anno del bollino, magari basandosi sulla foto originale.
Destinata ai mercati esteri , da noi ne vennero immatricolate pochissime , oggi e' introvabile ...