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Lancia Artena Torpedo

lanciaartenadeltago20150923.jpg
Anno 1934, targhe nere del 1978 (deltago92).

Data: 23/09/2015
Commenti: 11
Visualizzazioni: 2498
Commenti
#1 | time101cv il 23/09/2015 08:16:38
www.targhenere.net/images/002/lancia_artena_torpedo_1934_zpsd7hwmqhx.jpg
www.targhenere.net/images/002/lancia_artena_torpedo_1934_3_zpsktsxhfxj.jpg
(foto "deltago92" )
#2 | Themarcello il 23/09/2015 08:24:41
Magnifico esemplare da museo parcheggiato con disinvoltura,spero sia piantonato a vista...
#3 | neim4 il 23/09/2015 08:26:09
La prima del sito... complimenti Ago!
#4 | Biturbo83 il 23/09/2015 09:39:26
Che eleganza! Lancia non mente...
claps per auto e avvistatore.
#5 | Uno Turbo D il 23/09/2015 10:04:32
Incredibile avvistamento di una vettura prestigiosa in quegli anni, ma ovviamente anche oggi lo è visto il valore collezionistico e storico.
A questo punto aspetto con ansia una riesamina di Markino: cultore delle auto del periodo quale è, sarà felicissimo di vederne una Smile
#6 | bob91180 il 23/09/2015 10:20:57
Pezzo stratosferico di altissimo collezionismo e mai vista in vita mia ... la calandra e' molto simile a quella della augusta ...
Motore V4 di 2 litri con 55cv ...
#7 | Alfa33 il 23/09/2015 15:22:28
Meravigliosa, tanta raffinatezza estetica e meccanica, complimenti all'avvistatore ed al proprietario.
Potrebbe trattarsi di una terza serie, vettura molto costosa all'epoca, poteva costare più di 30.000 Lire, quasi il triplo di una Fiat Balilla.
#8 | deltago92 il 23/09/2015 17:06:01
Avvistata nel parcheggio visitatori di una mostra ornitologica. Non c'era nessuno a farle la guardia, però il parcheggio era stato ben studiato visto che a fianco non ci sarebbe stata un'altra auto. Ammetto che senza la placca antreriore non sarei stato in grado di capire di che Lancia si trattasse.
#9 | FeDeesse il 23/09/2015 17:21:27
che livello....
#10 | Markino il 24/09/2015 10:32:57
Sovraccariche di suggestioni e di storia, le prebelliche sono notoriamente uno dei generi automobilistici che prediligo, e non è affatto scontato trovare una vettura italiana diversa dalle più "comuni" "508" o "500" e stabilmente residente, perlomeno, nell'Italia settentrionale, che non mi sia ancora conosciuta. Agostino è riuscito nell'impresa, e con esiti ben evidenti.
Ad essere pignoli, si tratta di un'Artena Torpedo 3a serie a passo corto, precisazione necessaria per la versione costruita tra il 1933 e il 1936, offerta con due diverse misure di autotelaio. La configurazione Torpedo, in un'epoca in cui la berlina metallica si era oramai definitivamente affermata presso la borghesia, potrebbe suggerire una destinazione originaria come veicolo da "parata", o riservato ad altri impieghi istituzionali o militari, sebbene la livrea vivace, sempre che sia originale, possa confliggere con tale ipotesi. Come sempre accade per questo genere di vetture, che nel tempo hanno avuto occasione di vederne di tutti i colori, sarebbe necessario, oltre che interessante, conoscerne l'intera storia, che potrebbe anche comprendere una prima vita all'estero.
Vettura di grande sostanza, l'Artena, che tuttavia, per quanto tecnicamente raffinata, costituiva un passo indietro sul piano dell'innovazione tecnologica rispetto alla Lambda che, nel 1931, veniva a sostituire con il rinforzo della più grossa Astura. Rispetto alla Lambda, infatti, si segnalava il ritorno all'autotelaio in luogo della carrozzeria portante, primato mondiale nel 1921 su una vettura di serie, che la piccola Augusta avrebbe invece recuperato a breve; anche le sospensioni a ruote indipendenti, altra eccellenza inedita della Lambda, erano qui limitate all'anteriore, mentre il posteriore recava una configurazione più tradizionale a balestre. L'impostazione complessiva era quella di una vettura di lusso, sebbene di cilindrata contenuta (2 litri), ulteriormente nobilitata dalla qualità costruttiva Lancia, che già allora godeva di fama internazionale; la contemporanea presenza nella gamma Lancia dell'Astura, 8 cilindri e 2,6 lt., ammiraglia italiana per eccellenza lungo tutto il decennio, finiva tuttavia per riposizionare l'Artena nella fascia superiore di quel segmento medio che, sino a qualche anno prima, era stato validamente presidiato dalla FIAT 520.
Data la fascia merceologica e la produzione ancora semi-artigianale, l'Artena fu realizzata soltanto in 5mila unità circa, parco fortemente ridotto già nell'immediato dopoguerra a causa delle devastazioni e delle requisizioni, e del frequente impiego di questo modello negli spostamenti connessi a operazioni belliche. Le più diffuse furono le berline chiuse, realizzate prevalentemente dalla Casa, ma vennero anche allestite numerose Torpedo o Cabriolet, confacenti al genere merceologico e abbigliate dai migliori carrozzieri italiani ed anche esteri.
L'esemplare in foto presenta alcune licenze nei numerosi decori, e, mia sensazione, anche nei paraurti, oltre che, forse, nella livrea, ma resta comunque una magnifica testimonianza dell'eccellenza Lancia, nonché dello splendore delle forme prebelliche.
Ringrazio Agostino per avermela mostrata in anteprima Smile
#11 | deltago92 il 01/07/2019 00:35:01
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