Ribadisco quanto già detto in altre circostanze: con tutto il rispetto dovuto alla gloriosa carrozzeria "Zagato", la trovo di una bruttezza davvero rara. Indigesta nella coda squadrata e pesante; qualcosa meglio il grintoso frontale, per quanto anche là i fari "nascosti" dal plexiglass non siano di certo il massimo (soluzione che non mi ha mai convinto, benchè adottata anche in veri capolavori, come la magnifica Citroen SM).
Ben altri (e di ben altro livello) sono i modelli memorabili dell'Alfa-Romeo, a partire dalla quasi coeva Montreal, in grado di incantare ancora oggi per l'equilibrio perfetto di eleganza, grinta e sportività che la caratterizza.
Ciò non toglie che la Junior Zagato sia un modello che merita di conservare il suo posto nella memoria e nella storia del marchio di Arese: semplicemente, dal mero punto di vista estetico, non la apprezzo e non la apprezzerò mai.
Il vero fiore all'occhiello di quest'auto era sotto il cofano, nella meccanica raffinata e grintosa, prerogativa peraltro di tutte le vetture del biscione prodotte al tempo. La motorizzazione 1600 è molto rara e questo ne accresce il valore intrinseco: intorno alle 400 unità gli esemplari prodotti in questa configurazione.
Gia' , piu' o meno , esemplare a coda lunga , la tonalita' bianca non aiuta e la fa apparire ancor piu' voluminosa ...
Costruita a mano con largo impiego di parti in alluminio come si conviene alle autentiche fuori-serie , fascino e sportivita' a profusione , due posti secchi , e' una purosangue da "pilotare" e non semplicemente da "guidare" ... il retrotreno molto leggero e' incline a sgommare appena si affonda l'acceleratore , nonostante che la potenza sia sui 105/110 cv ...
Le realizzazioni di Zagato sono tra i pochi esempi, nell'ambito della tradizione carrozziera, dove la forma è rigorosamente subordinata alla funzione, ossia, nel caso dell'atelier milanese, all'esigenza di migliorare l'efficienza aerodinamica del modello di derivazione e garantire quindi ottime prestazioni velocistiche. Sotto il profilo estetico, non di rado, le Zagato non piacciono, o comunque richiedono tempo all'appassionato per essere assimiliate, ma non sono nate con lo scopo di sedurre per le loro forme.
Volendo andare alla ricerca degli elementi sconcertanti, aggiungo alla lista già stilata in più di un'occasione la grossa maniglia incassata, spostata verso il centro della portiera dalla linea di cintura bassa, e la cui percezione è accresciuta dall'assenza di spigoli vivi sulla fiancata; sulla "1600", inoltre, la compattezza della sorella di minore cilindrata è compromessa dal pronunciato sbalzo della coda ristilizzata.
Nonostante quanto sopra, la Junior Zagato resta per me un'auto molto desiderabile, tanto più nella rara versione in foto. I prezzi sono oramai fuori controllo, e ben superiori alle quotazioni di Ruoteclassiche, in molti casi, specie in tema di Alfa Romeo, slegati dalla (spiacevole) realtà.
Io invece faccio una considerazione di contorno: i fari posteriori della 2000 berlina si dimostrano adatti veramente a tutte le linee. Berlina, coupè, granturismo, bus urbani...
Se non erro fu costruita sul pianale dello spider, con passo più corto rispetto alla versione coupé.
E' decisamente una delle mie Alfa preferite, trasuda sportività da tutti i pori, anche all'interno con la sua plancia molto minimalista, la leva del cambio orizzontale e il volante in bachelite a 2 razze.
Coda a parte, devo dire che questa creatura di Zagato mi piace molto, ha un'originalità e una personalità molto accentuata. In bianco però non mi dice chissà che cosa, meglio con tinte più vivaci e adatte al modello.
Di questo modello mi ha sempre colpito il disegno delle superfici vetrate, davvero avveniristiche (in tal senso, la targa a provincia arancione si addice alquanto). Quanto alle tinte, preferisco quelle più particolari, che meglio si addicono all'esclusività della linea.
Ben altri (e di ben altro livello) sono i modelli memorabili dell'Alfa-Romeo, a partire dalla quasi coeva Montreal, in grado di incantare ancora oggi per l'equilibrio perfetto di eleganza, grinta e sportività che la caratterizza.
Ciò non toglie che la Junior Zagato sia un modello che merita di conservare il suo posto nella memoria e nella storia del marchio di Arese: semplicemente, dal mero punto di vista estetico, non la apprezzo e non la apprezzerò mai.
Il vero fiore all'occhiello di quest'auto era sotto il cofano, nella meccanica raffinata e grintosa, prerogativa peraltro di tutte le vetture del biscione prodotte al tempo. La motorizzazione 1600 è molto rara e questo ne accresce il valore intrinseco: intorno alle 400 unità gli esemplari prodotti in questa configurazione.