Fantastica come condizioni, anche se di cavolate ne sono state fatte: alettone della GTI Turbo, fascione sul baule della seconda serie, specchietti carenati anch'essi seconda serie......
Gli interni sembrano i suoi, cosa apprezzabile vista la fragilità immensa dei tessuti della CX serie 1.
Questa aveva già in dotazione i famigerati pneumatici TRX, lo si capisce dalla maggior larghezza dei parafanghi anteriori.
Quando l'ho vista apparire ho urlato INCHIODA!!! all'amico che guidava, e sono corso fuori a rimirarla e fotografarla, fra gli sguardi perplessi della gente...
Neanche a me è mai piaciuta la modifica "fari tondi", anni fà si vedevano anche Visa, BX e XM modificate in questo modo.
Per me i fanaloni "tutto vetro" sono una delle cose più riuscite seducenti della CX, le donano uno sguardo ammaliante e aggressivo....
Mi sbaglio o le CX per il mercato americano avevano questi fari ? Comunque bella macchina anche i fari mi piacciono, la rendono piu' sportiva ed aggressiva, un po' come preferisco l' Alfetta o l' Alfa 6 con i doppi fari tondi rispetto a quelle con i fari a vetro unico rettangolare, mi piace invece molto di meno l'alettone, a mio avviso di dimensioni spropositate !
La modifica dei 4 fari era una cosa che figurava anche nel libretto accessori originali Citroen, erano prodotti dalla Morette e ne esistono di due tipi, uno con i fari come quelli della DS (gli stessi, 2 grandi e due piccoli) riservati alle prime serie, mentre poi c'erano quelli per le serie 2 di uguale diametro piccolo con una struttura plastica diversa che si adattava alla plasticità della macchina.
Io li ho avuti su una CX del 76, però oggi non li monterei più.
I 4 fari d'origine li montava solo la Visa GTI,mentre per AX, BX e CX esisteva questa modifica.
Per le CXA americane la fanaleria era questa coadiuvata da dalle luci di ingombro arancioni messe di lato sui paraurti.
Peccato che questo esemplare (piuttosto raro) abbia subito i soliti aggirnamenti discutibili quanto inutili atti solo a far diventare la macchina un'orribile salade...
Appurato che questa è una post-85, in base al regolamento la foto non può essere pubblicata ma, data la rarità del modello, può continuare a fare il suo figurone tra i commenti. E se poi si parla della foto di una CX GTi più anziana, va ancora meglio.
Anche io ho una post 85, avvistata stamattina, ma non potevo non fotografarla in quanto è la versione (credo) super full full top di gamma. Con targa tedesca, proprietario anzianotto ma arzillo in attesa della moglie davanti al market.
Urca che mezzo!!! Grande avvistamento Dan! "Prestige Turbo 2"....il massimo della CX! Mi piacerebbe proprio provarla! Peccato solo che sulle CX, al contrario della successiva XM, non abbiano mai montato un bel motore a 6 cilindri come si conviene ad ogni ammiraglia.
Ma tu guarda che macchinina il nonnetto.
Io ho provato, per pochi km, una GTI Turbo 2 (Stessa meccanica della Prestige Turbo ma un più svelta per via del passo più corto) e devo dire che a livello di elasticità non c'è poi molta differenza con un buon V6, grazie alla cilindrata elevata e alla coppia generosa favorita dalla bassa pressione di sovralimentazione.
Inoltre, sapendo quanto era scrauso il V6 PRV (passato alla storia come "il V6 peggio equilibrato di sempre)" forse non tutti i mali vennero per nuocere.
Inoltre, sapendo quanto era scrauso il V6 PRV (passato alla storia come "il V6 peggio equilibrato di sempre)" forse non tutti i mali vennero per nuocere.
Per caso è la stessa unità montata sulla Thema 6V del 1984?
Sì, il famigerato PRV (nato per far concorrenza ai 6 cilindri tedeschi) montato anche sulla Volvo 264, Renault 30 e Peugeot 504 Coupè e 604. Sulla Tagora SX fu però il più potente motore francese di serie del periodo (165CV). Nato di 2664cc., sulla Thema era già stato portato a 2.8, come sulle ultime 604 GTi. Sulla Croma (ma solo a fine carriera) saggiamente fu montato il 2.5 V6 di derivazione Alfa Romeo...
Infatti di Thema 6V ne hanno vendute una manciata...
Certo che farsi "prestare" un motore oltralpe quando bastava guardarsi in casa,la dice lunga sulla collaborazione tra le Case italiane dell'epoca.
Infatti di Thema 6V ne hanno vendute una manciata...
Certo che farsi "prestare" un motore oltralpe quando bastava guardarsi in casa,la dice lunga sulla collaborazione tra le Case italiane dell'epoca.
in effetti non si capisce la mossa. Può darsi che siano entrate questioni di accordi industriali. Croma, Thema, Saab 9000 e 164 condividevano il telaio e forse uno dei due partner aveva già l'accordo per la fornitura dei motori e l'ha imposta all'atto dell'accordo. Forse il mitico V6 di Busso non era pronto per essere installato trasversalmente: magari non avevano pronto un cambio da abbinare. Ma comunque il gruppo Fiat ne ha combinate parecchie. Ricordo una conferenza all'Università di Padova un dirigente Fiat. La domanda che tutti avevano in caldo era: ma il Common Rail perchè è stato industrializzato dalla Bosch quando in casa c'era la Magneti Marelli per gli impianti di iniezione? La risposta fu un capolavoro di politichese che in sostanza ci lasciò senza risposta. Il tema della conferenza era sul cambio di tecnologia nell'industria. Per spiegarmi faccio un esempio: con l'avvento del digitale per la fotografia la Polaroid ci ha rimesso le bucce. Fujii (leader mondiale per le pellicole) reagi seppur in ritardo (e l'alleanza con Siemens era per aquistare Know-How in elettronica). Adesso è così per le TV (Thomson e Philips avevano il monopolio dei tubi catodici che fornivano a TUTTI Sony a parte). E sarà così per la Fiat se non si dà una svegliata sulla tecnologia ibrido. BMW ha già fatto un accordo con Toyota: fornirà tecnologia per motori Diesel, in cambio di tecnologia per l'ibrido. L'anno scorso si era ventilata una collaborazione Fiat Peugeott: lo scopo Fiat era trovare una partnership anche per la tecnologia ibrida: in fondo i Francesi sono stati i primi con ibrido elettrico/diesel.
La domanda che tutti avevano in caldo era: ma il Common Rail perchè è stato industrializzato dalla Bosch quando in casa c'era la Magneti Marelli per gli impianti di iniezione?
Forse rispondere che in quel momento la Fiat aveva bisogno di liquidità pareva brutto.
Come al solito certe strategie rimangono oscure ai non addetti ai lavori,ma perlomeno l'industrializzazione della tecnologia "multijet" è stata affidata alla Magneti Marelli.