Perchè la vettura è più vecchia di quanto dica la targa: la 230 T, infatti, è stata prodotta tra il 1978 e il 1980, prima quindi del restyling. Oltretutto, il colore Mangogrün restringerebbe la collocazione temporale di questo esemplare al 1979-1980 .
Bellissima davvero, ho avuto per qualche anno una 230TE rossa, della successiva serie W124, mi fa piacere vedere un'altro di questi rari (in Italia) motori ancora in uso.
Tinta poco più scura del verde Cascine Lancia, a mio giudizio piuttosto "impegnativa" e pesante.
Versione rarissima alle nostre latitudini, condizioni notevoli, bella targa.
Per il resto, questo modello, al pari della berlina da cui deriva, non mi ha mai appassionato, mentre sono un grande estimatore della successiva W124, specie nella 2a serie con paraurti e fascioni laterali in plastica in tinta con il corpo vettura.
L'auto è a iniezione, quindi 230 TE: è dotata del rarissimo ABS, che costava più di due milioni e che è divenuto disponibile solo nel 1980. Sempre il 1980 è l'anno di prima immatricolazione dell'auto, dato che l'ABS venne appunto reso disponibile proprio in quell'anno e questa è ancora una pre-restyling come dimostrano i fari, il rivestimento dei sedili, la finitura in finta pelle e non in legno sulla plancia e gli elementi cromati e non in plastica nera nel quadro strumenti (è tutto visibile nell'annuncio, anche il modello e l'anno). Peccato solo che sia in condizioni non eccelse come meriterebbe: vernice sui copricerchi assente, solite fessurazioni sulla plancia, sedile guidatore consumato. Ha anche altri optional notevoli come tettuccio manuale e cambio automatico. La targhetta col modello è stata rimossa dalla fabbrica, operazione che costava circa 60 mila lire.
C'è poi motivo tecnico, le targhette di allora erano fissate con dei perni quindi i lamierati erano forati adesso sono solo appiccicate, a volte neanche tanto bene.
#14 dopo aver speso quei soldi per l'ABS figurati se si facevano problemi per quei "quattro spiccioli" (l'auto comunque è stata immatricolata a Francoforte, e in Germania questa era un'usanza ampiamente diffusa)
(foto "polar" )