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Ford Thunderbird

fordthunderbirdastrale20160524.jpg
Anno n.c., targhe europee del 2012 (Astrale).

Data: 24/05/2016
Commenti: 5
Visualizzazioni: 1183
Commenti
#1 | time101cv il 24/05/2016 08:10:02
La targa è "EN --- -K"

www.targhenere.net/images/003/ford_thunderbird_post_zpsvbfphjvr.jpg
(foto "Astrale" )
#2 | bob91180 il 24/05/2016 10:10:59
Esemplare della seconda serie 1958/1960 in livrea molto austera ... non capisco se ha hard top oppure se e' FHC ...
#3 | pigi54 il 24/05/2016 20:10:44
Versione hard top coupè del 1960 lo si riconosce dalla mascherina anteriore e dai tre fari posteriori, le 1958 e 1959 ne avevano solo due; poteva montare due motorizzazioni, il 352 quindi circa un 5800 con 300 CV SAE o un 430 quindi circa 7000 con 350 CV SAE
#4 | gabford il 24/05/2016 22:25:41
Anno modello fortunato, dato che Ford ottenne un picco di vendite di circa 90.000 esemplari, a coronamento finale della scelta di trasformare la vettura in una quattro posti. Per assistere ad un analogo successo, si dovette poi attendere l'avvento della quarta serie.
Con questo esemplare dovremmo avere nel sito una rappresentante per ognuna delle prime cinque serie di Thunderbird Smile
#5 | Markino il 29/05/2016 23:32:37
Completamente riprogettata rispetto alla serie d'origine, la Thunderbird 4-seats del 1958-'60 fu un'auto di grande successo, con la quale si garantì la perpetuazione di un nome che aveva acquisito un'enorme richiamo di immagine, tuttavia materializzato in un prodotto dalla quale la Ford traeva scarsi utili. Nel 1957, l'ultimo per la prima serie, le vendite raggiunsero poco più di 21mila unità, il risultato migliore dal 1955, ma ancora insufficiente rispetto alle attese.
Robert McNamara, massimo dirigente della divisione Ford, si impuntò nello scommettere sulle potenzialità di una versione a quattro posti, anche sull'onda del gigantismo che imperversava all'epoca. Furono gli stilisti, e non, come di consueto, gli ingegneri, a definire il nuovo modello, disegnando una vettura con un passo incrementato di 30 cm, e dal profilo ribassato grazie alla moderna carrozzeria portante in luogo del vecchio telaio separato; restava il grosso tunnel della trasmissione, che assolveva anche funzioni strutturali, e che fu adattato come console per alcuni comandi e come alloggiamento per l'altoparlante della radio.
L'impostazione generale ne faceva uno dei primi esempi di personal luxury car, tema sul quale sarebbero sorte molte delle più belle ed opulente vetture statunitensi; il disegno era coerente con i canoni stilistici dell'epoca, con frontale e coda molto riusciti e di grande effetto, e gli immancabili dettagli di ispirazione aeronautica, come il decoro ad ogiva sulla fiancata. Inizialmente proposta solo in versione Coupé Hardtop (altro deciso colpo di sterzo per una Thunderbird), nel corso del 1958 fu resa disponibile anche la Convertible, la cui capote, dal 1959, divenne ad azionamento completamente automatico (con scomparsa nel baule), come già previsto sull'esclusiva serie Sklyliner, derivata dalle normali Fairlane. Più pesante (circa 1,7 tonnellate), la Thunderbird risultava tuttavia molto brillante grazie al nuovo propulsore 352 c.i. da 300 CV, che si poteva abbinare alla trasmissione manuale a tre marce o con overdrive, oppure al cambio automatico, largamente preferito; dal 1959 fu offerto anche un poderoso 430 c.i. (ben 7 litri) di derivazione Lincoln. Dopo un primo anno di "assestamento", nel quale le vendite, nonostante l'improvvisa recessione, aumentarono comunque di circa l'80% rispetto al 1957 (37mila unità, quasi tutte Hardtop data la presentazione tardiva della Convertible), i numeri esplosero letteralmente nei due anni successivi: 67mila unità nel 1959, e ben 91mila nel 1960, in gran parte in versione chiusa, consuntivo, quest'ultimo, rimasto ineguagliato sino al 1977.
Alcuni esemplari furono venduti anche in Italia. Uno di colore rosso, poi ritargato VA 19 e tuttora esistente, appartenne ad Adriano Celentano; un altro, rifinito in un eccentrico rosa, fu l'auto personale del cantante torinese Fred Buscaglione (al quale, pare, fu imposta dalla sua casa discografica, ed accettata senza grande entusiasmo), a bordo della quale perse la vita a Roma in una mattina del 1960, a seguito dell'investimento da parte di un autocarro Lancia Esatau.

Molto bello l'esemplare in foto; potrebbe essere lo stesso che mi scappò sotto al naso due anni fa, al mega raduno di americane che si raccolgono tradizionalmente intorno alle gare di accelerazione organizzate presso l'aeroporto di Rivanazzano, appena fuori Voghera.
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