Uno stile unico, inconfondibile la mano del carrozziere Zagato. Quel vetro posteriore che si arrampica fin sul tetto ... un capolavoro di arte automobilistica
Lungimirante chi l'ha comprata usata nel 1983, quando probabilmente era solo un vecchio coupè fuori moda e di modesto valore. La linea è originale ma a mio avviso non è quello che si può definire un capolavoro...
una rarità(il motivo è ovvio), e ben tenuta.
A mio avviso un brutto esercizio di stile, scoordinata e goffa, con quel vetro che non mi dice nulla se non una "rottura ingiustificata" alla linea della fiancata.
Qui non si vede ma il lunotto si apre a compasso.
Il motore è quello da 92cv a carburatore?
Vettura gia' rara all'epoca , costruita in alluminio , ed ancor di piu' in questa tenue tonalita' "verde giada" molto particolare ...
La linea non particolarmente slanciata me la fa preferire in tinte scure ...
Oggi e' un pezzo di alto collezionismo ...
Certo l'insieme non e` felice, e non e`mai stata apprezzata, pero`resta una amalgama di intuizioni e di proposte che la rendono un esempio di audacia creativa; vedi il lunotto concavo, certo meglio sviluppato e integrato nella stupenda 246.
L'audacia ora e`confinata nei termini di fascioni di gomma e ruote di diametro assurdo su scatoloni a nafta.
Sarà anche rara, costruita con materiali di pregio e di grande valore collezionistico, ma trovo la linea totalmente disarmonica: tutt'altro che un capolavoro.
Quoto il BUE e gli altri che come me hanno perplessità riguardo alla linea di questa creatura di Zagato. Nella seconda foto la disarmonia della linea e ancor più evidente.
Notoriamente, adoro quasi tutte le creazioni dei carrozzieri italiani, sia nelle declinazioni più serene ed armoniose, sia in varianti più ardite e/o barocche. Certamente, qualche episodio infelice e/o sopra le righe ci sarà pure stato, ma la Flavia Zagato è fermamente ricompresa nel perimetro delle mie preferenze, tanto più alla luce della sua rarità e fascia merceologica; l'unico elemento che mi suscita forti perplessità è il taglio della finestratura laterale, che deborda sul padiglione, ma, trattandosi di Zagato, posso presumere che esistano precisi motivi funzionali, sui quali peraltro non ho mai avuto occasione di indagare.
Gli esemplari superstiti non sono certo molti, considerata anche la produzione semi-artigianale; questo in foto, magnifico, mi era ancora ignoto, anche se la mia immaginazione è subito volata a quello posto all'incanto alla famigerata asta "Duemila Ruote", con restauro appena abbozzato e carrozzeria portata a lamiera, anch'esso targato BL (ma con diversa numerazione; la targa era seminascosta all'interno dell'abitacolo). Colore bellssimo e molto raro: ne ricordo una simile nel 1990, mi pare targata CR, ad uno dei raduni domenicali presso la Domus, che allora includeva anche diverse omologazioni ASI, una delle quali riguardava proprio quell'esemplare. Un famoso commissario, storico collaboratore di Quattroruote, di fronte a questa tinta, diceva: mah, sarà giusto, certo che già allora se ne vedevano così poche...
Per quanto riguarda il colore dal vivo è inequivocabilmente un beige/crema. Colore che la mortifica, giorni fa ne ho vista un'altra rossa in una manifestazione era fantastica.
Questa l'ho inseguita per un bel tratto finchè non si è infilata in garage, del resto in quanto Zagato era il mio avvistamento da sogno, anche se condivido le perplessità sulla linea, a dir poco, "divisiva". Primo esemplare del sito.
posso presumere che esistano precisi motivi funzionali, sui quali peraltro non ho mai avuto occasione di indagare
I disegni preparatori di Ercole Spada prevedevano finestrini che quasi raggiungevano l'asse longitudinale della vettura. La soluzione finale adottata rappresentava probabilmente un compromesso per non inficiare le caratteristiche strutturali del veicolo.
Per quanto mi riguarda, credo sia un modello difficilmente inquadrabile sul piano estetico: in alcune tinte e da certe angolazioni, è splendido, indipendentemente dalle giuste considerazioni relativamente a rarità ed esclusività.
Mah, l'epopea dei carrozzieri italiani, purtroppo quasi spariti o fagocitati, ci lascia un grande rimpianto, per cui anche cio`che ci divide ci rende partecipi per cio`che e`stato e difficilmente potra`essere.
Per quanto riguarda le preferenze devo dire che le automobil che non mi piacevano da nuove mi sono rimaste indigeste anche d'annata.
Pero` guai a farsele scappare, me le guardo ben bene e in qualcosa mi arricchiscono.
(foto "polar" )