Linea controversa che a molti alfisti non piace, considerando la "90" quasi una vergogna… Naturalmente io non la penso così, pur ammettendo che il "tirare avanti" su meccanica e pianale Alfetta (adattando il tutto ad un design più anni 80) non abbia giovato alla Alfa Romeo stessa, facendosi sbaragliare dalla concorrenza che in quegli anni ha soffiato molti clienti alla casa di Arese.
Io apprezzo la 75, ma in caso di acquisto probabilmente darei precedenza alla 90, in virtù della maggiore rarità e poi comunque mi ha sempre affascinato.
Più volte, parlando con altri alfisti, ho cercato di difendere al meglio la 90, considerando anche il momento non proprio facile che la casa di Arese stava vivendo all' epoca.
Quando affrontò il mercato comunque appariva abbastanza moderna, la pecca più grande,esteticamente, era la scarsa larghezza del corpo vettura che toglieva importanza alla vettura.Guidai una 90 2.0 i per un periodo trovandola comunque una discreta vettura, restava la delusione per il fatto che in Alfa non fecero niente per eliminare gli annosi problemi ereditati dall'Alfetta, credo che fu ciò ad infastidire la clientela ed a dirottarla su altri marchi.
Io personalmente non ho mai capito l'odio che hanno gli Alfisti verso la 90, ma la 75 viene adorata come fosse dio sceso in terra. Di fatto la 75 era anch'essa un operazione analoga alla 90, ma fatta sulla più piccola Giulietta. Certo magari qualche differenziazione meccanica in più c'era, ma erano comunque la stessa auto con frontale e posteriore diverso. Quindi penso che o son coerenti e odiano tutte e due, o non mi possono tirare fuori il discorso ''eh ma era un'Alfetta ricarrozzata''. Tra l'altro io ho sempre amato di più la 90, mi ha sempre dato un'idea di modernità che onestamente 75 non è mai riuscita a trasmettermi, per quanto fosse diciamo più bella in senso assoluto.
Questo esemplare sembra come nuovo, in colore molto classico e coi bei copricerchi originali molto 80s, curiosa l'ambientazione pesantemente Alfista, sembra quasi un piccolo ritrovo d'appassionati (e forse lo è).
Si, il contesto è quello di un recente ritrovo di appassionati del marchio, ma la fotografia è rigorosamente ambientata in zona parcheggi conforme al regolamento; il raduno vero e proprio si svolgeva più distante.
Si tratta di un esemplare con qualche minima imperfezione, comprensibile date le oltre 35 primavere, ma fondamentalmente sano e di buon livello, con il plus di appartenere ai primi lotti di produzione.
Considerato il tono della vettura, anche a mio giudizio sono auspicabili i bellissimi cerchi in lega opzionali.
Io personalmente non ho mai capito l'odio che hanno gli Alfisti verso la 90, ma la 75 viene adorata come fosse dio sceso in terra. Di fatto la 75 era anch'essa un operazione analoga alla 90, ma fatta sulla più piccola Giulietta. Certo magari qualche differenziazione meccanica in più c'era, ma erano comunque la stessa auto con frontale e posteriore diverso. Quindi penso che o son coerenti e odiano tutte e due, o non mi possono tirare fuori il discorso ''eh ma era un'Alfetta ricarrozzata''. Tra l'altro io ho sempre amato di più la 90, mi ha sempre dato un'idea di modernità che onestamente 75 non è mai riuscita a trasmettermi, per quanto fosse diciamo più bella in senso assoluto.
Gusti estetici no, eh? Personalmente la rispetto per via della gloriosa meccanica, ma esteticamente le preferisco, di gran lunga, la 75.
La 75 aveva di certo una linea più sinuosa e moderna rispetto alla 90 che comunque non era affatto antiquata quando venne presentata, anzi era piuttosto moderna rispetto ad alcune rivali.
Poi il fatto che sia stata presentata quasi in contemporanea con la Thema credo abbia avuto anche il suo peso.
Io personalmente non ho mai capito l'odio che hanno gli Alfisti verso la 90, ma la 75 viene adorata come fosse dio sceso in terra.
L'idolatria non è mai buona cosa, e non solo in campo automobilistico. In realtà, pur essendo a tutti evidente che 75 e 90 erano nient'altro che due restyling molto profondi di Giulietta ed Alfetta eseguiti in tempi di vacche magrissime e venti di svendita, c'è da considerare che:
1) la Giulietta aveva una linea modernissima quando uscì, tanto che la maggior parte della stampa la denigrò aspramente dando prova di non aver capito una fava (come successe in altri casi emblematici, vedi Citroen 2CV, Citroen DS, o il mito dei miti l'Alfa Romeo Giulia). Il profilo estremamente a cuneo della Giulietta fece scuola negli anni ottanta, fu sostituita che ancora aveva un discreto trend di vendita e costituiva una base estremamente favorevole per un restyling. Il profilo dell'Alfetta, invece, non aveva il minimo accenno di cuneo, essendo nata in tempi in cui la tendenza voleva per le berline una coda "spiovente". A titolo di esempio, un particolare che tradiva l'anzianità della base di partenza erano i fanali posteriori che non proseguivano nella fiancata (motivo stilistico che fu praticamente inaugurato dall'Alfasud, al tempo una vera primizia). Ma anche le dimensioni erano ormai inadeguate per la categoria di appartenenza, le cui volumetrie erano cresciute sensibilmente nel corso degli anni ottanta. In altre parole, la "90" era troppo stretta rispetto alle concorrenti.
2) la "90" era stata pensata dall'Alfa stessa come una sorta di modello - ponte per non disperdere la clientela ai quattro venti in attesa dell'uscita della "164", la cui linea pressoché definitiva era datata addirittura 1983. Certo, i dati di vendita furono un po' più deludenti di quanto in Alfa sperassero, ma c'è da considerare la sfiga che la berlina d'Arese ebbe ad essere presentata assieme alla Lancia Thema. Per quanto ami le Alfa Transaxle (tutte, specie quelle neglette) bisognava essere alfisti sfegatati o fan delle linee squadrate per preferire la "90" alla Thema.
3) La "90" non è affatto odiata dagli alfisti, cosa che sarebbe semplicemente riprovevole in anni di rivalutazione dell'Arna. Certo, non è giudicata come completamente riuscita, ma soprattutto le versioni a sei cilindri sono molto ricercate. Le altre, costituiscono un ottima occasione per guidare una Alfa D.O.C. con una spesa quasi ragionevole.
4) A favore della "75" gioca non solo il maggior dinamismo estetico ma anche un palmares sportivo che la "90" non può vantare, sottolineato da una notevole quantità di versioni sportive ad altissime prestazioni. Ti garantisco che, almeno a leggere i social, le "75" con motorizzazioni minori sono trattate con tanta, forse troppa, sufficienza.
Decisamente troppa sufficienza, tanto da adorarle. Personalmente, tra Alfa 90 e Thema non ho alcun dubbio in favore della prima: dove c'è una traccia di bialbero, il sottoscritto vola.
L'Alfetta ha fatto la fine che fece la 132. Corpo centrale dell'Alfetta e resto rifatto (male... per miei gusti), così come l'Argenta che altro non era che una 132 rifatta... male, per i miei gusti! Mi ripeto volutamente.
(foto "Markino" )