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Buick Century 2-Door 6-Passenger Riviera

buickcenturyneim20210217.jpg
Anno 1955, targhe ZA in formato europeo (neim4).

Data: 17/02/2021
Commenti: 9
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Commenti
#1 | time101cv il 17/02/2021 10:50:16
www.targhenere.net/gallery2/wp-content/uploads/2021/02/20210214_211059.jpg
(foto "neim4" )
#2 | bob91180 il 17/02/2021 11:36:14
A giudicare dai quattro "ventiport" dovrebbe avere motorizzazione generosa e prestante ...
#3 | neim4 il 17/02/2021 12:05:25
Motore 5278cc 238cv
#4 | Sauro il 17/02/2021 12:11:09
Una Century... Molto bella ma le spalle bianche degli pneumatici dovrebbero essere larghe.
#5 | bob91180 il 17/02/2021 14:29:13
Immagino quindi che non percorra piu' di 5/6km/litro , giusto ?
#6 | prof il 17/02/2021 14:56:24
Esatto. Non sono disponibili dati ufficiali. Secondo automobile catalogue, siamo sui 5,2 km/l.
#7 | Guido245 il 17/02/2021 16:20:04
Bell'animaletto, non c'è che dire.
#8 | Captain Midnight il 17/02/2021 21:44:54
Mi chiedo se le vada bene la benzina italiana o si debba usare qualche additivo.
#9 | Markino il 17/02/2021 23:09:42
Esemplare da sogno che, con la sua prorompenza, esibisce sfacciatamente i caratteri intrinseci del marchio Buick, fino agli anni '50 - prima cioè che le compact e le intermediate ne ampliassero la gamma verso il basso - vetture appannaggio di una borghesia medio-alta delle professioni, dell'imprenditoria e del management che, nell'automobile, oltre alla solidità e alla qualità costruttiva (molto elevate nelle Buick dell'epoca aurea), cercava un'esteriorità moderna e palesemente "rampante", nella quale potesse specchiarsi il proprio status sociale.
Dalla fine degli anni '40, una serie di azzeccate innovazioni stilistiche - come i "ventiport" cromati sul bordo del cofano motore, l'elegante ed ariosa carrozzeria "Hardtop", la spessa modanatura curvilinea che solca con decisione la fiancata - resero le Buick eccezionalmente attraenti e alla moda, mentre la generale corsa all'aumento delle dimensioni, delle cubature e dei decori realizzatasi nel corso del decennio '50 le portò a ricoprire sempre più marcatamente il ruolo della vettura di lusso ad alte prestazioni, in un Paese che non conosceva nella propria produzione di massa, se non con la "Corvette" - il cui volo fu nei primi anni molto stentato - e poi con la "Thunderbird", o, al limite, con la variegata stirpe delle Studebaker "Starliner", la sportiva classica, aperta o chiusa che fosse, all'europea. Queste caratteristiche erano naturalmente esaltate nelle versioni "alte" della gamma ("Century" e, ancora sopra, "Roadmaster", nella generazione 1954-'58), insignite come sempre dei quattro ventiport, e con carrozzeria sportiveggiante Hardtop Coupe appartenente alla linea "Riviera", mix che ritroviamo qui in foto, espresso in uno dei MY più riusciti, insieme a quello successivo. Il propulsore 8V da 5,2 lt. consentiva prestazioni velocistiche di assoluto rispetto, nell'ordine dei 190 km/h, nonostante la massa di circa 1,7-1,8 quintali, e l'aerodinamica non esattamente da primato; la trasmissione poteva essere manuale o automatica del tipo "Dynaflow".
I modelli sino al 1957 ottennero un grande successo commerciale, che collocò la Buick tra la 3a e la 5a posizione nella classifica delle vendite, nonostante la fascia merceologica impegnativa, segno del vigoroso boom che spingeva l'economia statunitense; nel 1958, un'improvvisa decelerazione colpì duramente le vetture di questo segmento, compresa la neonata "Edsel", proprio nell'anno in cui le Buick avevano raggiunto l'apice del gigantismo, a scapito di eleganza e aggressività. Per il MY '59 fu poi lanciata una nuova generazione di modelli - con un totale ricambio anche nei nomi - basata sull'ultima piattaforma GM ribassata e dal disegno completamente aggiornato secondo gli ultimi standard dettati da Harley Earl, in procinto di essere sostituito alla guida dello styling GM da Bill Mitchell.
Importazione degna di encomio, fra "tante" americane spesso ripetitive e scontate.
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