Sabato pomeriggio. Sto guidando sulle strade di paese e sono abbastanza di fretta. Mio figlio di 5 anni (si intravede in una foto) mi dice "papà, ho visto una macchina come quelle dei libri". Sapendo che è un grande estimatore di Tutto Ruote di Scarry, ho intuito che fosse quantomento qualcosa di curioso. Gli ho chiesto se dovevo tornare indietro e se ne valeva la pena e mi ha detto di sì. Potete immaginare lo stupore quando ho visto questa arzilla signora che si stava sgranchiendo le gambe girando su e giù in questo largo parcheggio inutilizzato in questo periodo.
Poi si è fermato e ho fatto i complimenti e due chiacchiere al gentilissimo e simpatico conducente. Ha soddisfatto alcune curiosità di mio figlio: "dove ha la benzina?" - "posso vedere il baule?" (peraltro grandissimo, per la classe della vettura, e pure rifinito in maniera egregia!) - "perché ha tre fanali?" e cose così...
A lungo poi si è vantato di aver visto lui per primo una macchina della Mille Miglia, con gran scorno dei fratelli che non sono appassionati, ma a cui sarebbe piaciuto vedere una cosa strana che piace al papà
È del 1929, quindi dubito molto che abbia partecipato alla Mille Miglia del 1928, in compenso parteciperà alla prossima. Vista la particolarità del modello, immagino che gli appassionati l'avrebbero riconosciuta anche se gli avessi oscurato tutta la targa
Per i più "tecnici", riporto i dati presi da Infotarga:
Targa: TO 9***F
Telaio: 2****
Cilindrata: 2570 cc
Potenza: 94 CV - 69 kW
Immatricolazione: 1987
Si Frabo , ce n'e' una praticamente uguale , ma rossa , che ha cavalcato il Valli&Nebbie anni fa ...
Ve ne e' poi un'altra con carrozzeria "sport corta" che ha vinto la MM 2014 ...
Questa con finitura turchese non l'ho mai incrociata ; sono pezzi stratosferici di altissimo spessore storico e tecnico ...
La carrozzeria Casaro di Torino nel dopoguerra costrui' soprattutto autobus ...
Piuttosto noto nel "giro" della regolarità bresciana - si è visto più volte al "Franciacorta Historic" - questo esemplare appartiene all'8a e penultima serie di una delle più rivoluzionarie vetture costruite in serie di ogni tempo, quella "Lambda" che, nel 1921, lasciò sbalordito il mondo dell'automobilismo introducendo le due radicali innovazioni della carrozzeria portante, e delle sospensioni a ruote indipendenti, su un modello che, pur essendo di fascia medio-alta per dimensioni, accuratezza costruttiva e prezzo, non lo era particolarmente per cilindrata, se rapportato alla concorrenza estera. Nata con propulsore 2.120 cm3, la "Lambda" assunse col tempo un'aria più possente, metamorfosi segnata esteriormente, ad esempio, dall'introduzione di versioni a passo lungo, o dal passaggio dai parafanghi posteriori che si concludono librandosi in aria a quelli più aderenti agli pneumatici, anche nell'ultimo tratto; in questa evoluzione, che la portava verso una fascia merceologica decisamente alta, il propulsore salì a 2.400 cm3 soltanto con la 7a serie, e a 2.600 cm3 con la 8a. I "puristi" considerano le prime serie come le vere "Lambda" - quelle, appunto, con i parafanghi a "libellula" - ritenendo quelle meno datate più lontane dall'ispirazione e dalla snellezza originaria, compresa l'impostazione dell'autotelaio, che virava verso una concezione più tradizionale, dovendo sostenere una massa via via accresciuta, mentre gli amanti delle vetture più ricche e imponenti di fine anni '20 vedono nelle serie tardive l'espressione di una maturità e di una prestanza rispetto alle quali le prime "Lambda" appaiono più - mi si passi il termine, sicuramente improprio - "acerbe" .
La notevole efficienza della vettura, compresa la sua stabilità, tenuta di strada, e capacità di assecondare le sollecitazioni in curva - grazie appunto alla carrozzeria portante - ne favorirono l'impiego sportivo, per quanto non specificamente previsto nelle intenzioni originarie, ed i piazzamenti di riguardo non mancarono per tutto il decennio '20.
Il bilancio finale, nell'arco di tempo 1922-1931, sarà di 13.001 esemplari costruiti, secondo la statistica più accreditata, dei quali si stima un parco superstite di circa 250-300 unità sparse nel mondo, parecchie per un'automobile di quasi un secolo fa.
L'esemplare in oggetto dovrebbe essere allestito su telaio a passo corto, per opera della Carrozzeria Casaro di Corso Trapani, alla quale si devono diverse realizzazioni "Spider" su varie serie della "Lambda" (almeno a partire dalla 5a, per mia esperienza). Il condizionale, o la prudenza, sono sempre d'obbligo, nel giudicare vetture così anziane, che nei primi lustri postbellici non venivano certo considerate oggetti da collezione degni di restauro filologico, e potevano subire trasformazioni fantasiose, o sostituzioni di carrozzeria in chiave sportiva, con conseguente perdita delle tracce di originalità. L'esistenza di una storia documentata - non certo scontata, dato il divario temporale - è in questi casi fondamentale per avere certezza della genuinità dell'esemplare.
Detto questo, l'avvistamento è notevolissimo, e la vettura di grande bellezza e suggestione, sperando, appunto (come ritengo più probabile), che sia - almeno per la gran parte - "giusta".
Piuttosto noto nel "giro" della regolarità bresciana
Direi non solo bresciana: ha partecipato ininterrottamente alla Mille Miglia dal 2016 ad oggi, piazzandosi sempre nei primi 10 e fermandosi una volta ai piedi del podio.
Mio figlio gli ha chiesto se aveva mai vinto e lui si è schernito dicendo che no, non ha mai vinto perché non è tanto facile... ma non avevo intuito che fosse salito così in alto!
Beh, se non è "bresciana" la Mille Miglia…
Comunque, sì, nella fretta davo per assodata la partecipazione alle edizioni degli ultimi anni, dove l'ho incrociata più volte.
Non ricordo invece la presenza al "Nuvolari", ma dovrei controllare i miei report, ininterrotti dal 2008.
Molto noto anche l'esemplare citato da Bob, rosso, anch'esso su base 8a serie, già intercettato su queste pagine:
http://www.targhe...o_id=45171
Ecco.... sistemato...
Belle foto dinamiche.
In realtà, lo scorso anno, visto il dimezzamento dei partecipanti, ed esaminata la lista delle vetture iscritte, zeppa delle solite Porsche e roadster britanniche, ho deciso per la prima volta di seguire l'evento soltanto tramite il web, risparmiandomi lo sbattimento di assistere alla partenza a Mantova come d'abitudine.
... ed esaminata la lista delle vetture iscritte, zeppa delle solite Porsche e roadster britanniche...
Questo commento mi spinge a condividere una riflessione un po' OT (mi scuserete).
Leggo spesso qui delle critiche ai raduni di auto d'epoca, a determinate auto o tipologie di auto (ad esempio le succitate "Porsche e roadster britanniche" ) e al fatto che ai primi partecipino quasi esclusivamente le seconde, rendendoli, in un certo senso, monotoni e poco interessanti per l'appassionato delle auto d'epoca intese in un'accezione un po' più ampia che includa anche modelli meno sportivi, prestigiosi o "modaioli".
E... se la "colpa" fosse nostra?
Mi spiego con un esempio personale: qualche giorno fa ho ricevuto dal club di auto storiche a cui sono associato l'invito ad iscrivermi ad una manifestazione che il club stesso organizza ogni anno da molto tempo.
In prima battuta ho pensato di aderire (anche solo per approfittare dei primi allentamenti alle restrizioni Covid) ma poi, vedendo il parco auto dei partecipanti alle scorse edizioni, ho pensato che io, con la mia Ritmo, sarei stato un pesce fuor d'acqua in quel contesto per cui ho soprasseduto.
In realtà gli organizzatori non hanno posto alcun veto alla partecipazione di auto più "povere", fatto salvo che il proprietario fosse regolarmente iscritto al club, cosa che vale nel mio caso specifico.
E allora torno alla domanda: e se fosse colpa nostra? Io, da proprietario di una storica "povera", mi sono sentito fuori contesto in una manifestazione come quella, per cui ho deciso di non partecipare e la mia Ritmo, di conseguenza, non figurerà nelle foto di questa edizione che saranno utilizzate per promuovere il raduno del prossimo anno.
Così chi, l'anno prossimo, proprietario di una storica "povera" come la mia, riceverà l'invito, vedrà immortalate nelle foto solo le solite auto "da raduno" e, probabilmente rinuncerà facendo il mio stesso pensiero...
E' un cane che si morde la coda.
Voi che ne pensate? Avete mai partecipato a raduni di auto d'epoca con un'auto umile? E se sì, vi siete sentiti in qualche modo fuori contesto?
Avete mai partecipato a raduni di auto d'epoca con un'auto umile
Sempre. Avendo solo auto umili, è l'unico modo per partecipare. Chiaramente non penserei mai di andare ad un concorso di eleganza con una Fiat Uno 45, ma ad un raduno aperto a tutti perchè no? Anche perchè si trova sempre qualcuno con i propri gusti, e se a qualcuno non piace l'auto con cui mi presento può sempre girarsi dall'altra parte e continuare il giro, nessuno si offende.
Aggiungo però che non sono un grande amante dei raduni: gente troppo "fissata", sempre con l'angoscia che l'auto si sporchi o che qualcuno gliela tocchi.. Non fa per me, preferisco prendere una delle mie ed andare per paesi a cercare vecchie carcasse!
Ricordo ad un raduno/garetta dove ho partecipato , quindi piu' o meno tutte auto per "umani" , con rarississime eccezioni , venne premiata una splendida fiat duna con sopra quattro ragazzini felici e contenti ...
In quel caso gli organizzatori si dimostrarono lungimiranti ...
Difficile stabilire un valore - anche molto a spanne - per vetture di questa tipologia, pezzi pressoché "unici" dei quali non esiste alcun mercato stabile. La quotazione si misura spesso tramite asta.
Diciamo, molto imprecisamente, tra 150 e 200 k€ ?
Ma sto tirando i dadi, beninteso...
Seconda classificata alla Mille Miglia appena conclusa.
Ad esplicita domanda di mio figlio di 5 anni aveva detto che avrebbe provato a vincere e lì per lì non conoscendolo pensavo alla solita frase di circostanza.
Caspita, non ci è riuscito, ma solo per un soffio.