No no....i cerchi facevano parte della boutique accessori Alfa Romeo! Li avevo visti nuovi negli anni 80... forse montati anche su qualche 75. A me non piacciono ma se sono quelli che dico restano una rarità. Bellissimo colore e ottima la targa nera!
Non me ne vogliate, ma per me l'Alfa 90 è una modernizzazione mal riuscita dell'Alfetta. Ai miei occhi, risulta molto più apprezzabile lo sforzo che è stato fatto con la 75, nonostante si "riciclarono" anche li le componenti di un'alfa ormai obsoleta (la Giulietta).
Rosso opale metallizzato , 2litri carburatori , prima targa , cerchi originali e rari , condizioni splendide , al museo di Arese farebbe un figurone ...
Per la cura dei particolari in fase di restauro oltre alla cultura e alla passione del carrozziere è indispensabile l'occhio vigile del proprietario.
Quando restaurai la mia Alfetta ebbi una discussione, ovviamente tra persone civili, su come fare la striscia antirombo nella parte posteriore. Lui insisteva che andava fatta a filo paraurti io invece gli dicevo che doveva seguire la linea dei sottoporta.
Per farla breve gli portai la brochure dell'epoca che avevano i concessionari e che raffigura esattamente l'Alfetta in livrea azzurro le mans in tutte le angolazioni.
Solo dopo si è convinto che avevo ragione io.
La penso in maniera diametralmente opposta a GiovanniSpalla.
Secondo me, Bertone, con la 90, aveva fatto davvero un miracolo. Aveva reso attuale (per gli anni 80) ed a tratti moderna una (bellissima) linea risalente ai primi anni '70. Che però, nelle ultime edizioni dell'Alfetta ,si era parecchio appesantita e spersonalizzata. Inoltre, cosa rara per le Alfa dell'epoca, aveva anche un interno piacevole e ben rifinito e costruito.
La 75 invece la trovo un maldestro restyling della stupenda linea della Nuova Giulietta. Tanto era filante ed elegante la Giulietta, tanto era pesante la 75. Pesantezza che si poteva notare anche negli interni. Un accrocchio di plastiche mal disegnate, male assemblate e totalmente privi di ergonomia.
Ovviamente, il mercato, mi ha dato torto in toto!
La 75 ha avuto dalla sua anche il fatto di avere una motorizzazione base che partiva dal 1.6 (tipicamente italica e molto venduta, prima a carburatori e poi ad iniezione) mentre la 90 partiva dal 1.8 a carburatori. Inoltre ha avuto una carriera sportiva (con tutta la ottima pubblicità che ne deriva) che la 90 non ha conosciuto. Infine ci hanno creduto molto di più, dotandola anche del Turbo e del 3.0 V6 come versioni al top delle prestazioni (la 90 mai esistita Turbo benzina; al massimo col 2.5 V6 iniezione). Ma credo che la 90 sia stata proprio una specie di modello di transizione tra la Alfetta e la 75. Detto ciò, concordo con Alequattro e come giudizio personale a me la 75 non piace (soprattutto all'interno) preferendole Giulietta, Alfetta e 90. Ma, come detto, il successo commerciale che ha avuto non si può negare.
Diciamo che una 90 v6 2.0 (che a differenza della 2.5 mi sembra non avesse l'orrida strumentazione digitale) con interno in vellutino azzurro, sedili elettrici e con quel sinuoso scarico gemellato che emetteva una stupenda melodia, sarebbe stata fra le mie prime scelte a metà degli anni 80. Anche superiore alla successiva e celebratissima Alfa 164 Twin Spark.
Di questo esemplare la foto parla da sola....Io comunque arrivo addirittura a dire che l'Alfa 90, secondo me, è stata una delle più belle Alfa mai costruite tra gli anni 70/80...il mio ideale è il 2.5 quadrifoglio oro prima serie color champagne...prima o poi la metterò in garage.....
Trovo molto belli questi cerchi e molto intonati con il design della vettura, stile solidi geometrici giustapposti.. Ottimo anche il colore bordeaux, invece del solito grigio...
Esemplare stupendo sia nelle condizioni che nel colore, il più bello in assoluto. Motorizzazione giusta per il sottoscritto bella rombante e anche i cerchi non mi dispiacciono, anche se forse con i cerchi in lega opzionali sarebbe il top.
La 75 ha avuto dalla sua anche il fatto di avere una motorizzazione base che partiva dal 1.6 (tipicamente italica e molto venduta, prima a carburatori e poi ad iniezione) mentre la 90 partiva dal 1.8 a carburatori.
Direi che questa è la principale motivazione, ossia che la 75 andava già bene con il 1.6, grazie al fatto che rispetto alla Giulietta ultima serie aveva la 5a di potenza, mentre la 90 1.8 aveva la 5a di riposo e dunque risultava alquanto deludente a livello di prestazioni considerando anche il leggero aggravio di peso rispetto all'Alfetta.
So di andare contro corrente rispetto al pensiero medio comune, ma io ho sempre adorato la 90, tendo addirittura a preferirla rispetto l'Alfetta ultima serie. Questo esemplare è spettacolare e in una delle colorazioni più adatte.
L’Alfa 90 è stata un’auto con un’eredità difficile: quella di sostituire la storica berlina sportiva Alfetta ma con budget di progettazione e costruzione contenuti, visto che gli anni 80 per la casa milanese sono stati un’accelerazione verso tempi “grigi” che vive tutt’oggi.
Sinceramente non mi è mai dispiaciuta come automobile, soprattutto la versione Super.
Un tentativo del Biscione di rimediare il flop che ne ha decretato la sua brevissima vita.