Onestamente non capisco il senso di tenere una auto d'epoca (perché ormai di questo si tratta) in queste condizioni. Quali sono i pregi o i vantaggi? a) non fa un bell'effetto esteticamente b ) consuma più di una utilitaria anche usata più recente avendo pure prestazioni inferiori c) non partecipi ai raduni d) fai più fatica a trovare ricambi in fase di riparazione e) in alcuni luoghi sei interdetto al traffico (ok, al sud è meno probabile ma parlo in generale) f) hai una guida old stile senza il minimo accessorio, quindi più impegnativa. Detto ciò io stesso farei a meno di quasi tutti i punti in questione ma girando con una macchina d'epoca in condizioni dignitose, il che già da sé da delle belle soddisfazioni. Anche ipotizzando sia l'auto-ricordo di un parente defunto, sarebbe bello tenerla o riportarla com'era nel 1981....
Io penso che in questi casi, più semplicemente, continuino ad essere usate in condizioni del genere, senza particolari riguardi, perché le auto ultra trentennali pagano solamente una trentina di euro come tassa di circolazione, e siccome da quelle parti il costo dell'assicurazione non è certamente basso capisco il senso del voler sfruttare auto del genere fino allo sfinimento. In più, mettici il fatto che al Sud, appunto, non ci sono ancora particolari limitazioni relative alle norme antinquinamento... Il ragionamento si conclude da solo. Certamente modificherei, almeno personalmente, questa assurda ed indiscriminata apertura a tutte le auto che hanno un tot di anni, e invece del criterio degli anni metterei quello delle condizioni.
Noi i nostri ragionamenti li facciamo da appassionati, ma dobbiamo tenere conto che ci sono persone che considerano l'auto solo un mezzo da usare fino allo sfinimento, guardando l'utilità senza preoccuparsi delle mode o della storicità che può avere e senza sobbarcarsi in una spesa per un auto nuova che magari non si può ( o vuole) fare, per età e a volte contesto.
Certamente modificherei, almeno personalmente, questa assurda ed indiscriminata apertura a tutte le auto che hanno un tot di anni, e invece del criterio degli anni metterei quello delle condizioni.
Condivido la volontà di evitare che gli incentivi fiscali per salvaguardare il patrimonio motoristico siano impropriamente "sfruttati" da chi non fa un uso amatoriale dell'automobile.
Però bisogna ammettere che, da un lato, è molto difficile inserire ulteriori paletti, oltre all'età dell'auto, che garantiscano il risultato in questo senso (ad esempio, citando la tua proposta, come si potrebbero determinare le "condizioni" dell'auto compatibili con un uso amatoriale?) e che, dall'altro, stiamo comunque parlando di numeri globalmente risibili, sia in termini assoluti sia in percentuale rispetto al totale delle ultra-trentennali ancora in vita e, a maggior ragione, rispetto a tutto il parco auto circolante.
Onestamente non capisco il senso di tenere una auto d'epoca (perché ormai di questo si tratta) in queste condizioni.
E' piuttosto semplice: sono auto tenute da persone che non hanno il minimo interesse nel tenere le proprie cose in ordine, e vedono nell'auto semplicemente un mezzo su cui spendere il meno possibile. In questo senso le auto datate sono più indicate, perchè hanno meno problemi a livello di meccanica, zero elettronica da sistemare e costi amministrativi nettamente inferiori.
Per quanto mi dispiaccia vedere questa 131 un po' acciaccata, non riesco a non rimanere affascinato dal fatto che venga usata come un'anonima auto dei primi anni 2000.
Anche se ciò, ahimè, ne sancirà la fine, prima o poi..
Nella mia ormai lunga vita, il lavoro mi ha portato a girare l’Europa e l’Italia. Condividere una realtà lavorativa ti porta a conoscere la visione del mondo, la mentalità e il modo di pensare e di agire delle persone e mettere a fuoco un superficiale, ma mediamente efficace, decalogo su come comportarsi alla latitudine in cui ti trovi: non esito nell’affermare che la mia carriera l’ho costruita anche sulla consapevolezza che con un lombardo si deve agire e dialogare in modo differente rispetto a come si è adusi fare con un romano.
Precisando che non ho alcuna notizia sulla proprietà della appannata 131 in foto e delle sue attuali prospettive vi comunico che questo avvistamento, visto il mio vorticoso viaggiare, potrebbe essere avvenuto ovunque, a dispetto della sigla provinciale della targa. Ho visto esemplari simili anche a Monza (pochi) e auto in queste condizioni sono più diffuse di quanto si pensi anche a Roma.
Alle giuste e condivisibili domande poste dal fondatore del sito, spero troviate piacevole proporre le risposte che egli potrebbe avere da un ipotetico abitante del Sud che chiamerò “zio Peppe” (con la P) che ripeto, non è il proprietario della macchina (che potrebbe anche essere un giovane ventenne), ma uno che ragiona in modo non condivisibile ma diffuso e che spero diventi comprensibile dopo il mio post.
“Vivo in una casetta a tre km da un piccolo centro di circa 50.000 abitanti. Ho 84 anni e la casa me la sono costruita io, mattone su mattone, nel corso degli anni. Ho un piccolo giardino in cui parcheggio la mia 131 da 40 anni, da quando l’ho comprata nuova. Uso la macchina per andare con mia moglie Adelina di 82 anni al vicino mercato rionale all’aperto, ché si risparmia, una volta alla settimana, per fare la spesa ‘grande’. Che mio nipote che vive al Nord mi dice che con quello che spendo io, lui al supermercato di Monza dove vive non ci fa nemmeno la spesa giornaliera (ndr: fidatevi, è vero!). Le buste della spesa sono troppo pesanti per noi e ad andare a piedi non ce la facciamo. L’autobus non passa mai e poi non ce la facciamo a salirci: i gradini sono troppo alti. Usiamo la 131 anche per andare a trovare nostra figlia che abita a 2 km da casa nostra. Viviamo con una sola pensione e aiutiamo i nostri figli ad andare avanti con i loro miseri stipendi. Ormai non andiamo più da nessuna altra parte e se dobbiamo andare dal medico ci accompagnano i figli che ci vengono a prendere a casa. Se vogliamo andare a trovare zia Maria che abita a 50 km (una strada tutte curve) e senza parapetto ci porta nostro nipote che, lui non vorrebbe niente, ma io gli regalo sempre 20 euro, oltre a fargli il pieno di benzina. Non parlatemi di andare da solo in un posto sconosciuto: Oggi se faccio una strada diversa da quelle che faccio abitualmente poi mi perdo e non so trovare la strada di casa. Una volta non era così, quando ebbi l’aumento comprai la 131 per fare lunghi viaggi; guidavo per intere giornate verso posti lontanissimi senza navigatore, solo con la mappa, quella gialla. I tre figli stavano comodi e nel vano bagagli portavo tante valige. Poi i soldi per cambiare la macchina, che è sempre andata bene, sono finiti. Sai, le spese, la casa, far studiare i figli… Loro mi dicono di cambiare macchina o di buttarla che tanto ci pensano loro a portarci in giro. Ma io so come vanno queste cose; finisce che hanno sempre da fare e noi non possiamo più andare a fare la spesa e a vedere i nipoti quando vogliamo. Le macchine nuove io non le so guidare. Tutte quelle luci che non capisco, si mette a suonare se non metti subito la cintura e del freno a mano a pulsante non mi fido. Mio cognato Gerardo mi ha detto che stava investendo un ciclista perché la sua macchina moderna ha un controllo che se non metti la freccia e vuoi superare con due ruote la linea di mezzeria lei ti riporta nella tua corsia: si è spaventato tantissimo.
La mia 131 non si rompe mai. In tanti anni e 200.000 km ho ancora la frizione originale chè io la macchina la so portare. Ma quelle rare volte che ha un problema ci pensa don Matteo (ndr: in alcune zone del Sud una persona di una certa età viene onorata dal prefisso don) che ripara macchine da 70 anni (oggi ne ha 80). Non so dove prende i pezzi di ricambio ma tanto io, qualunque cosa faccia, sempre 10 euro gli do e la macchina va bene come prima. Alla fine, io più di 40 all’ora non vado e nelle curve rallento pure. Lo sanno pure le forze dell’ordine che vado piano e sono prudente e che quando mi vedono non mi fermano mai. E vorrei pure vedere li conosco che erano bambini. Zio Peppe è conosciuto in città. La revisione, quella di legge, quella lì la faccio ogni due anni. Noi siamo gente onesta e così, quando don Matteo mi chiama, lui si viene a prendere la macchina e me la riporta il giorno dopo. Gli dico sempre: ‘ma perché devo cacciare tutti questi soldi se la uso così poco?’ e lui ‘Zio Peppe, è la legge’. Ma di lui mi fido. Dei concessionari no. Mi direbbero che la 131 non può più andare avanti per farmi comprare una vettura nuova. Certo, la carrozzeria è un po' sciupata ma tanto chi la vede? E’ meglio, così non se la rubano chè a me mi serve. Tanto quanto ancora potrò campare? Ho detto ai miei figli di buttarla quando non ci sarò più, di non spenderci soldi. Ma io non ce la faccio a separarmi da lei. Quando entro in macchina sento ancora le loro voci di quando erano bambini, rivedo Adelina giovane che si aggiusta il trucco con lo specchietto che sta nell’aletta parasole e rivedo il giorno in cui l’andammo a ritirare dal concessionario: eravamo felicissimi”.
Un meraviglioso racconto, che in alcuni casi ritrovo anche nelle storie delle mie auto (rigorosamente in stato d'uso, e mantenute nelle stesse condizioni in cui mi sono state lasciate).
Concordo , storia gustosa e veritiera
Propendo pure io per il raro rosso lacca , le gomme sono ok , sedili con foderine e bocchettone del gpl/metano completano il quadro
Racconto molto bello, seppur inventato.
A Trieste, per esempio, non è difficile imbattersi in auto vecchie (e talvolta di un certo valore) con la vernice opaca e con qualche bozzo: la gente si sposta con i mezzi oppure a piedi, visto che i parcheggi scarseggiano, ed usa l'auto raramente quindi non reputa necessario cambiarla con una nuova (lo dico perché conosco gente della zona).
Mio cognato Gerardo mi ha detto che stava investendo un ciclista perché la sua macchina moderna ha un controllo che se non metti la freccia e vuoi superare con due ruote la linea di mezzeria lei ti riporta nella tua corsia: si è spaventato tantissimo.
Ho 46 anni e, fino a questo momento della mia vita, i riflessi pronti, ma avrei gli stessi timori del cognato Gerardo. Motivo in più che mi spinge a non acquistare un'auto moderna dotata di assistenza alla guida di quel tipo (oltre a svariati altri fattori). La prima e unica volta in cui mi sono trovato in una situazione come quella ipotizzata nel "racconto" di ARGiuliasuper, con un'auto di cortesia, volevo riportarla indietro...piuttosto vado a piedi.
Innanzitutto i miei più sentiti complimenti ad ARGiuliasuper per la sua storia veritiera nonché bellissima. Come molti sanno io in queste macchine ci vedo sempre la sagoma del proprietario anziano che l’ha tenuta fino ai giorni nostri con cura. Chi mi conosce lo sa: sono possessore dall’ottobre del 2022 di una 126 red tutta originale con soli 80k km che era nelle mani di una signora classe 1925. Deceduta nel 2012 pochi giorni dopo aver fatto la revisione alla 126, lei ormai non aveva più i riflessi di una volta e nell entrare nel suo angusto garage della sua casetta gialla urta il passa ruota posteriore e svernicia il bordino. Per lei è una cosa drammatica non si capacita di aver sbagliato quella stupida manovra che ha fatto per quasi tutta la sua vita senza. A detta dei figli si è sentita talmente tanto inabile da non voler più uscire di casa per poi spengersi 4 giorni dopo (anche a causa delle suppliche precedenti all episodio da parte loro per convincerla a smettere di guidare che ormai era diventato più rischioso che altro). Tra le altre cose nella ricevuta e negli appunti che teneva la signora è segata la data della revisione ed il chilometraggio 80554. Io l’ho presa con 80558. Questo inciso per dire che spesso l’uso incondizionato di auto d’epoca tenute come auto da USARE non da garage in moquette riscaldato è dettato da vari fattori tra cui il legame auto-proprietario. Mettiamoci nei panni di una signora come poteva essere nel mio caso la Marialuisa che prese la patente con la 500, ormai grande a 44 anni. Per poi passare ad una 126 avorio prima serie ed infine alla Red averla messa anche su una Panda del 2004 sarebbe stato catastrofico a mio avviso.
Conoscendone oltretutto personalmente l'autore, il tratteggio a sfondo sociologico che egli oggi ci ha offerto con la consueta cura e stile nello scrivere, e dedicandovi sicuramente un tempo non marginale (occorre almeno un'ora e mezza per stesura e "limature" anche avendone gli argomenti già in testa), è espressione di grande capacità di osservazione e poi di rappresentazione/sintesi del reale nei suoi caratteri tipico-ideali - in senso "weberiano", ossia, non necessariamente l'esatta realtà, ma una sua approssimazione che ne abbracci il maggior numero di aspetti più frequenti, nei fatti mai tutti davvero coesistenti - filtrata da quella sensibilità e umanità che derivano inevitabilmente dal vissuto più complesso e completo di un adulto, aggiungerei adulto "evoluto", data la quantità di adulti bambini o trogloditi che si possono incrociare oggi.
Anche io faccio i miei più sinceri complimenti ad AR Giulia Super che ho la fortuna di conoscere di persona. Non so se dovrei preoccuparmi, ma mi rivedo anche in alcuni ragionamenti che fa l'anziano proprietario nel suo racconto
Ho 46 anni e, fino a questo momento della mia vita, i riflessi pronti, ma avrei gli stessi timori del cognato Gerardo. Motivo in più che mi spinge a non acquistare un'auto moderna dotata di assistenza alla guida di quel tipo (oltre a svariati altri fattori). La prima e unica volta in cui mi sono trovato in una situazione come quella ipotizzata nel "racconto" di ARGiuliasuper, con un'auto di cortesia, volevo riportarla indietro...piuttosto vado a piedi.
Daniele, condivido lo stesso tuo pensiero
la quantità di adulti bambini o trogloditi che si possono incrociare oggi.
Esamina precisa del mondo oggi, non posso che sottolineare!
Nel mio piccolo, capisco bene il proprietario di questa 131: guido la stessa auto da 21 anni, non posso permettermene una nuova e faccio discreti salti mortali per tenerla in condizioni di circolabilità. Tanti anni per strada l'hanno resa uno scassone, e non ho mai avuto la minima intenzione di sistemarla, ne mi vergogno a girarci. Fa ancora tanti Km all'anno, senza stancarsi e con consumi ridicoli. Di ricordi con lei ne ho a decine, e sarà un grosso dispiacere dovermene separare quando un giorno il sindaco si sveglierà e accenderà le telecamere.
Quindi non posso che condividere la storia di ARGiulia, nella quale, in minima parte, mi riconosco e non ci vedo nulla di strano a girare con la mia vecchia amica di tanti anni concia a vedersi, magari bella pimpante sotto alle rughe e a suo modo più sicura (per i motivi detti da ARGiulia) e sicuramente molto più affidabile delle robe moderne.
E chissenefrega di raduni, placche oro e boiate similari.
(foto "ARGiuliasuper" )