Non so se sbavare per la targa o per il modello. Ho avuto la fortuna di vederne un esemplare durante una mostra- scambio, un club aveva riunito tutte le varianti della stripe "2600".
Poderosa ammiraglia a "tiratura" inevitabilmente limitata - cirva 2.100 gli esemplari realizzati tra il 1962 e il 1966 - evoluzione della "2000" del 1957, anch'essa commercialmente poco fortunata; brillante propulsore a 6 cilindri in linea di 2.584 cm3 da 130 CV e, al pari della "2000", cambio a cinque rapporti con comando al volante.
Questo esemplare, che, vista la targatura, potrebbe aver avuto - come molti altri analoghi - un passato "istituzionale", è uno degli ultimi appartenenti alla prima serie, caratterizzata dal doppio profilo sulla fiancata, soppresso proprio nell'estate del 1964.
Avvistamento notevolissimo per spessore e rarità della vettura, a me assai gradita anche sotto il profilo estetico.
Sono da sempre attratto dalle grosse berline e non faccio eccezione per questa, anche se da un punto di vista estetico preferisco la rivale di casa Lancia, la Flaminia.
Avvistamento pazzesco! Incredibile anche il fatto che ne siano state avvistate ben due quest'anno, quando nei precedenti 15 anni di esistenza del sito non ne era stata avvistata nemmeno una.
Epico tentativo della Casa milanese, invero poco fortunato, di accreditarsi nel settore delle grandi berline europee. Non aiutarono la linea, giudicata già al tempo troppo barocca ed elaborata, la finitura migliorata ma non ancora adeguata al prezzo e i consumi degni di un autoblindo.
Portava comunque sei persone in buona comodità e soprattutto a rimarchevoli velocità di crociera (punta massima di 180 km/h in quinta, un valore non proprio da buttare).
Esemplare prelibato ma solo per i più sfegatati alfaholics.
Ho già visto una foto di quest'auto un paio di anni fa e sembrava ben tirata a lucido... credo anche io che sia stata a riposo per un po' di tempo e riesumata di recente... ottimo avvistamento!
Fino alla 164 l'Alfa non è stata molto fortunata nel settore delle grosse berline. Eppure questa non mi dispiace per nulla e dell'Alfa 6 ne sono da sempre innamorato. In particolare le 2000/2600 di questa serie mi ricordano, non so perchè, una linea da ammiraglia da mercati sudamericani, tipo Brasile o Argentina. Di sicuro meno "Alfa" di coetanei modelli più sportivi o dei successivi iconici coupè e spider che sono venuti negli anni.
le 2000/2600 di questa serie mi ricordano, non so perchè, una linea da ammiraglia da mercati sudamericani, tipo Brasile o Argentina.
Effettivamente, la 2000 fu prodotta su licenza anche in Brasile. La 2600 no, perché i brasiliani svilupparono una loro evoluzione della 2000: la FNM 2150.
Ci fu anche un'ultima evoluzione: la 2300, con carrozzeria squadrata, simile ad un'Alfetta ingrandita.
Nel 1968 la Bmw presentò la e3 ... Notare le differenze.
Un paragone a mio giudizio un pò forzato, dato che l'Alfa Romeo 2000, di cui questa 2600 rappresenta l'evoluzione, era stata presentata ben 10 anni prima.
Avendo vissuto sei anni in Brasile in quel periodo... le ricordo bene tutte, oltre a tutti i "doppioni" europei e americani. Noi, ad esempio, avevamo un Dodge Dart Gran Sedan e un Dodge 1800: una di derivazione USA e l'altra UK.