Leggo spesso riviste francesi di auto d'epoca e quando capita un servizio sulla Lancia Thema, immancabilmente (pur scrivendone in toni positivi) non manca mai la frase "ligne banale". Vero che loro sono famosi per certe stravaganze stilistiche (a volte unite a veri e propri previsti insuccessi come ad esempio la Vel Satis) ma la linea della prima Thema la giudicherei piuttosto come "elegante, tipicamente Lancia". Certamente più banale la K e successivamente, quando si è voluto sorprendere, c'è stato il flop commerciale della Thesis. Oggi, tra tutte, io vedo ancora la prima Thema come la più riuscita, tenendo presente anche degli oltre 40 anni compiuti...
La k (minuscola), vettura che a me non dispiace affatto e della quale, perciò, mi nomino difensore d'ufficio , fu pensata volutamente poco appariscente in nome di un understatement certamente più in voga negli anni '90 che negli anni '80 della Thema, quando apparire non era un peccato, anzi...
La prima serie della Thema è quella che prediligo. Semplice appunto, ma molto elegante e quindi molto Lancia. Anche se a parer mio è invecchiata peggio rispetto alle sue "cugine" Tipo4.
A onor del vero, all' epoca della Thema, i francesi potevano schierare l'anziana ma sempre strepitosa Citroën Cx e la moderna e bellissima R25, che tenevano sicuramente testa alla Thema.
Peccato che sia Lancia, che Citroën che Renault, nei decenni successivi, abbiano perso la retta via, con l' unica eccezione della Thesis, che trovo meravigliosa, ed ancora più Lancia della Thema .
Anche se a parer mio è invecchiata peggio rispetto alle sue "cugine" Tipo4.
Già alla sua presentazione (e io c'ero, purtroppo o per fortuna ) il frontale mi apparì dimesso, se non fosse per la caratteristica mascherina si poteva scambiare per una berlina generalista, in certe tinte scialbe e senza fendinebbia (come questo esemplare) certamente non attirava gli sguardi, molto meglio la MY 88.
La k fu una berlina ben costruita la quale vantava una rigidezza torsionale da primato, basti pensare alle fughe millimetriche delle portiere; purtroppo il frontale (e mi ripeto) la faceva apparire come una Y10 in scala ridotta, e complice soprattutto l'eredità della Thema e alcuni svarioni scappati ai collaudi, (fu aggiornata dopo circa 16 mesi dal debutto) ecco che i potenziali clienti cominciarono a guardarla con sospetto.
Io preferisco nettamente la prima serie alle altre. Sicuramente sono invecchiate meglio e hanno maggiore personalità, ma la prima ha un fascino tutto particolare (specie se a targhe nere).
Dovrei recuperare il fascicolo dell'epoca, ma vado a memoria: errata regolazione delle sospensioni, soprattutto al posteriore, alcuni materiali degli interni ritenuti inadeguati e aggiustamenti all'impianto elettrico con l'adozione di nuovi connettori antisfilamento... più tutto quello che i non addetti ai lavori non potranno sapere.
E dire che la k è stata presentata con due anni di ritardo rispetto al previsto, costringendo a realizzare la Thema terza serie per consentirle di reggere il mercato!
Vero, tuttavia fu la serie che ammutolì tutti i detrattori, e con il propulsore 3000 V6 raggiunse livelli di eccellenza insieme alla cugina 164... che tempi.
La mia preferita è la terza serie, il frontale della prima lo trovo un po' dimesso.
Per quanto riguarda quello che scrivono i francesi, ricordate loro che le macchine più belle gliele abbiamo disegnate noi.
A me piacciono sia le stravaganti Vel Satis, Avantime che le berline più tradizionali nella linea come la Tagora o le varie R9/R11/R19 berlina ma non ci venissero a dire che fossero capolavori di design le prime e che non fossero banali nelle linee le seconde.
Ho un rapporto amore-odio x il design Thema, quando usci' seppure contento finalmente di rivedere la berlina Lancia a 3 volumi, dopo gli errori estetici madornali di Beta/Gamma, ero abbastanza "freddo" sull'impostazione estetica: se da un lato c'era l'imponenza e proporzioni giuste dall'altro da fan di Pininfarina (venendo da Gamma coupè.. avrei voluto la prossima berlina Lancia fatta come la Scala.. ovvero la 164..) veramente deluso che a disegnarla fosse, come per le coeve Fiat utilitarie, Giugiaro: non ho mai amato la sua concezione di berlina anni '80 "a scatola" dove voleva imporre esclusivamente la logica del miglior rapporto possibile volume-abitabilità-semplicità, come se le auto fossero delle "case da vivere" e non anche degli acquisti "emozionali" (come di solito erano le Lancia nella storia.. anche con eccessi di anticonformismo).
Concetto che se per una berlina utilitaria a marchio Fiat-popolare aveva una sua giusta logica, per me non lo aveva quando si parlava di Lancia. E Thema era proprio "la berlina" di Giugiaro, semplice, con quei "maledetti" monofari a finestra e calandra a "blocchi" sul muso (come fosse la Uno o la Regata gonfiata..) e con quelle "maledette" fiancate piatte (come la Uno per intenderci) che si notano bene proprio in questa foto e che anch'esse non centrano niente con le Lancia. Meno male (ho poi pensato quando anni dopo vidi la esteticamente ben piu' disastrosa kappa dove neanche le proporzioni erano calibrate) che almeno Giugiaro aveva lasciato a Thema "i passaruota" ben sagomati forti sui parafanghi a dare un pò di "aggressivita" sulle ruote e all'auto e a interrompere quel carrozzone piatto privo di nervature.
Poi per fortuna arrivarono 2 fattori importanti, il primo è che l'auto divenne "di moda" con un prezzo-immagine-prestazioni-affidabilità che l'aiutarono tanto a diventare l'oggetto del desiderio di chi doveva far vedere di avere qualche soldo in piu' in quegli anni e di chi infondo, lancista, aspettava una Lancia senza problemi. E soprattutto arrivarono i riusciti restyling a distinguerla di piu' e che fecero almeno sul muso e dentro perdere un tot. quell'immagine di "grossa Fiat" iniziale e che nel loro piccolo cambiano non poco l'immagine dell'auto. Tanto che ritengo la terza serie abbia il piu' bel muso di una Lancia berlina degli ultimi 50 anni.
Come considerazione finale devo pero' ammettere che il tempo ha dato anche un po' di ragione a Giugiaro nel senso che quel suo modo di fare le berline cosi' "semplici" esteticamente si è poi' rivelato anche quello che le ha fatte invecchiare meno. Trovo infatti che oggi quell'impostazione estetica di Thema oggi (se col muso 2/3s) sia quella in buona parte ancora piu' attuale e senza tempo rispetto a quasi tutte le berline coeve anni 80/90... anche piu' della piu "squadrata" e identificabile 164 che allora mi piaceva ben piu' di Thema (al di la' del marchio a me indigesto... )
Come scritto più volte, è un componente detestabile su autovetture di un certo blasone, le tanto disprezzate Beta e Gamma montavano gruppi ottici a doppia parabola; tuttavia anche le concorrenti adottavano la stessa soluzione, come la modernissima Audi 100 Typ 44, per fortuna arrivano i restyling, con buona pace dei puristi delle prime serie.
All'epoca facevano moderno, diciamo che dal punto di vista funzionale erano molto validi, sarebbe forse davvero bastato fare parabole separate per mitigare l'effetto vetrina. C'e poi da tenere in considerazione l'aspetto tecnico/economico, Enrico Fumia, parlando della 164, disse che lui immaginava fari sottili per la sua creatura ma non trovò nessuno che all'epoca glieli facesse e che invece per la "striscia" posteriore tutta rossa, trovò un produttore coraggioso che ci provò, riuscendoci, quando i fornitori abituali dicevano che non fosse realizzabile.
A me l’unica serie della Thema che piace è questa, con in fari anteriori “grandi”. I successivi restyling li ho sempre trovati troppo moderni già da bambino, e quindi mai piaciuti.
A me la Thema piaceva e piace tuttora particolarmente nelle prime due serie, un po' meno la terza: trovo che abbia un trucco pesante, da bionda del tiro a segno, come diceva il compianto Luca Goldoni.
Tecnicamente invece ogni serie rappresenta un bel passo avanti.
Anche dalle mie parti giravano molte Thema aggiornate, qualcuno addirittura aveva trapiantato i vetri Solextra su una prima serie!
Il fenomeno riguardava anche altre vetture, Alfetta e Golf in primis; dato il costo dei pezzi mi sono sempre chiesto la loro provenienza; in molti casi da traffici di sicuro interesse per la Procura della Repubblica.