Zagato ha voluto davvero strafare. Da qualunque lato la guardo, anche dall'alto, resto perplesso. Forme tondeggianti e fin troppo ricercate, forse già desuete anche in quel periodo, finestrini posteriori che superano qualunque logica estetica e aspettativa, lunotto stucchevolmente convesso (ma apribile). Non la definirei bruttissima, ma nemmeno bella: sicuramente molto particolare e originale, forse gradevole. La rarità è assicurata: Wikipedia riferisce di soli 98 esemplari prodotti, e la cosa non mi stupisce.
Al netto dei finestrini aeronautici posteriori , a me è sempre piaciuta , in quanto trovo che sia una versione dotata di grande personalità ed originalità
Quanto alla plancia , invece , si poteva fare di meglio
Wikipedia riferisce di soli 98 esemplari prodotti, e la cosa non mi stupisce.
98 esemplari per la sola cilindrata 1500, poiché il lancio avvenne quasi a ridosso dell'incremento di cilindrata. Le "1800", invece, furono oltre 600 (incluse 32 unità ad iniezione meccanica Kugelfischer), consuntivo tutt'altro che disprezzabile per il tipo di vettura, non certo alla portata di tutte le tasche, nonché costruita artigianalmente.
La filosofia dell'atelier milanese vede la forma asservita alla funzione, in primo luogo all'aerodinamica, anche attraverso ardite sperimentazioni. Giudicare una Zagato pretendendo di trovarvi l'armonia di forme di Pininfarina equivale a trascurare le specificità di un carrozziere che ha un posto di indiscutibile rilievo nella nostra tradizione stilistica, al di là di quelli che possono essere i gusti personali.
Quoto infine le considerazioni di Roberto.
Ben ce la vedo a scorrazzare tra le splendide terre marchigiane.
All'avanguardia per l'epoca.
Soluzioni stilistiche non comuni, a partire dalla fanaleria, soprattutto quella posteriore: che oggi potrebbe sembrare scontata, ma in quegli anni non lo era affatto!
Zagato era un virtuoso che guardava al futuro, giocando su sottili montanti come un funambolo; vestendo la vettura con ardite finestrature, come un sarto.
Insomma, esattamente l'opposto di quello che cercava di fare Giugiaro con la Panda, adottando perfino finestrini laterali ambidestri
Bisogna dire che ben altri sono gli obiettivi e i vincoli che caratterizzano la progettazione di un'utilitaria rispetto ad una coupe' da produrre in piccola serie.
Giugiaro ha disegnato anche prestigiose granturismo che hanno segnato la storia dell'auto.
Bella non è. Ma tutto sommato la preferisco alla Flavia Coupé di Pininfarina, che era classica, elegante ma che non riesco ad immaginare nelle mani di una persona sotto i 90 anni....
Curioso come Ercole Spada, dopo tutte queste auto stravaganti, fece una puntatina in Germania per disegnare le due più belle berline Bmw di sempre , per poi conclure la carriera con la 155....
Penso che la 155 stia a Spada come la 90 sta a Bertone. Due auto che hanno utilizzato piattaforme già esistenti che hanno posto molti vincoli a chi ha definito l'estetica.
Certo che se si pensa che la 155 è stata definita pochi mesi dopo la Bmw E36...
Certo non bella secondo i canoni della bellezza classica per un auto
Ma altrettanto certamente è un linea dalla personalità fortissima
A me suscita simpatia ...un po' come quelle ragazze bruttine ma sorridenti, positive, entusiaste della vita con cui una serata passata insieme è sempre piacevole
Giugiaro rimane il più grande di tutti. Sapeva dare forma a qualsiasi cosa gli venisse commissionata. I telefoni della Sip degli anni '80 son suoi e tanto altro... Un vero designer!