Qualche giorno fa, sotto le foto della 33 4x4, avevo accennato il mio desiderio di vederne una. Direi accontentato...
Non escludo che possa appartenere ad un appassionato del modello.
E questa da dove sbuca? Per avere 39 anni è ancora in ottime condizioni, il proprietario vorrà gustarsi il misto di rombosita e vibrazioni del 3 cilindri
Eccezionale avvistamento, ed è anche in condizioni di tutto rispetto. Curiosamente molte delle (poche) Alfa a gasolio di quegli anni che ho visto erano di questo colore, colore che però sono sicuro fosse disponibile su tutte le versioni ma che per qualche motivo era nei gusti di chi prendeva le TD.
A malapena me ne ricordo una che circolava qui in zona, figuriamoci che l'avevo scoperto su questi schermi che il motore della 33 TD fisse a 3 cilindri, non l'avrei mai detto...
Ottimo sapere che ne esiste in buone condizioni almeno una...
Incredibile sopravvissuta! Tale è la rarità che l'ultima volta che ne ho vista una (ma si parla di almeno 15/20 anni fa) ero sbalordito, perchè già al tempo me l'ero dimenticata...
La TD dovrebbe forse avere un piccolo spoilerino sul bordo superiore del portellone, qui assente
Da non credere! Non vedo più una 33 TD dai tempi del liceo, ed era una my 90, dotata di intercooler e con potenza elevata a 84 cv. Motore rumoroso e poco affidabile, infatti lo scelsero in pochi.
Succede sempre così: perdi di vista Targhenere per un paio di giorni e nel frattempo accade l'imponderabile.
Nell'empireo dei (non molti) motori sbagliati dall'Alfa Romeo, quella "vera" e non il simulacro odierno, il VM tricilindrico della 33 TD merita sicuramente il primo posto: scelta praticamente obbligata vista l'improponibile alternativa di riprogettare meccanica e lamierati adatti ad ospitare il compatto boxer longitudinale, pareva anche la più ovvia data l'intelligente caratteristica del motore VM, ovvero le "testate singole" che consentivano di aggiungere o togliere cilindri alla bisogna e con costi ragionevoli, talvolta ottenendo propulsori notevoli come il 5 cilindri che fece una fugace apparizione sull'Alfa 6 rendendola finalmente un'auto appetibile per grandi viaggiatori.
Tutt'altra cosa il tricilindrico infilato nella 33, rumoroso e pieno di vibrazioni, propenso al surriscaldamento e dalle prestazioni discrete ma inferiori alla concorrenza (in primis l'ottimo e robusto 1.9 TD montato su Fiat e Lancia). Inoltre l'avantreno aveva la poco simpatica tendenza ad "aprirsi" a causa del peso e delle vibrazioni, e dire che da piccolo ero incuriosito dall'angolo di camber fortemente negativo dei pochissimi esemplari incontrati.
La serie successiva, più potente e dotata di intercooler, aveva risolto molti dei problemi. Ma ormai la fama del modello era quello che era...
A parte la sua attuale esistenza, cosa sorprendente di per sé, è rimarchevole nell'esemplare in foto la rara targhetta posteriore ancora perfettamente leggibile.
Altra caratteristica apprezzabile dagli esegeti, la mascherina anteriore specifica, che sporgeva di qualche cm utile a rosicchiare un po' di spazio vitale nel vano motore. Non dovrebbe essere molto facile da trovare come ricambio...
Il proprietario probabilmente è consapevole dell'estrema rarità (ed anche fragilità) della versione di 33 che possiede; per questo motivo le farà fare la vita da auto storica (riposo in box ed usata poche volte a settimana), viste le condizioni impeccabili. Mi piacerebbe sapere i motivi che lo hanno spinto, più che altro, a conservare un'auto con una motorizzazione tanto insensata... Oppure, se è stata comprata recentemente, per quale ragione ha puntato su una versione tanto inusuale, invece di scegliere delle 33 più godibili e divertenti (1.5, 4×4)...
#17: spesso è l'unione fra passione per le auto storiche e apprezzamento per la grande rarità a "spingere" verso auto scarsamente diffuse e/o comsiderate. O magari è una vettura da sempre nello stesso nucleo familiare, ed è ormai una sorta di "monumento da preservare" in esso.
(foto "ARGiuliasuper" )