Primo modello nato nell'era Citroen del Tridente, lanciato nel 1969 e costruito sino al 1975 in circa 1.100 unità.
I connotati Maserati sono ancora tutti presenti, a cominciare dall'abitacolo ottimamente rifinito e molto confortevole, qui pure con due posti posteriori non troppo sacrificati.
La linea, opera di Vignale, non è, a mio giudizio, all'altezza delle Maserati dell'epoca aurea tra fine anni '50 e anni '60, sentimento forse diffuso a giudicare dalle quotazioni a tutt'oggi non particolarmente elevate per un'auto di questo calibro.
Esemplare in splendide condizioni, ancora con targa quadrata, di poco discosta dalla prima immatricolazione, nella tinta - decisamente piacevole - che più è naturale associare al modello.
L'effetto è certamente esasperato dalla prospettiva dello scatto ma la necessità di ospitare in modo adeguato i passeggeri posteriori (la Indy è una quattro posti vera e propria) ha condizionato leggermente l'armonia generale delle linee che rimangono comunque, secondo me, molto gradevoli.
La linea, opera di Vignale, non è, a mio giudizio, all'altezza delle Maserati dell'epoca aurea tra fine anni '50 e anni '60, sentimento forse diffuso a giudicare dalle quotazioni a tutt'oggi non particolarmente elevate per un'auto di questo calibro
Le quotazioni più basse rispetto ad altri modelli del Tridente accomunano la Indy alle altre coupé a quattro posti (Mexico e Kyalami). Le 2+2 (o 2 posti secchi), quelle con nomi di venti, hanno quotazioni decisamente superiori.
Proprio con un caro amico classe 1955, viscerale appassionato dell' "era Orsi", ragionavamo circa la "modestia" della quotazione di una "Mexico" in condizioni strabilianti, finemente restaurata, esposta per vendita all'ultima edizione della fiera di Vicenza: erano richiesti circa 120mila €, probabilmente con qualche margine di trattativa, cifra non proprio stellare per un'auto classica di tale lignaggio, contenuti e prestazioni.
Forse, pensavamo, sconta il fatto di essere percepita come una sorta di Berlina, seppur a due porte.
Esatto. Le GT coeve di intonazione più sportiva (Mistral, Ghibli, Bora, Khamsin) hanno quotazioni circa doppie (se in configurazione coupé).
Tornando a parlare di questa Indy, concordo con Markino sulla bella finitura, credo Azzurro Argentina, ancor più apprezzabile se abbinata ad interni chiari.
Auto meravigliosa, come praticamente tutte le Gt italiane anni '60-'70.
Il motore Maserati V8 emette un sound celestiale, anche piuttosto "cattivo" per una Gt votata al comfort.
Questo esemplare mi ha fatto ricordare l'esemplare di Indy targato PE09xxxx che Markino mi segnalò anni fa in una conversazione, dato il mio legame con la città. Chissà se ebbero occasione di incrociarsi ai tempi...
Macchina stupenda. L'esemplare è di un colore che le dona molto. La Indy è nata per sostituire (in realtà affiancare) ed evolvere la Mexico verso una formula da "quattro posti veri" che coniugasse la linea sportiva con l'abitabilità, esperimento tentato anche dalla Lamborghini con la Espada nello stesso periodo. Spostarono il motore più avanti rispetto agli standard Maserati dell'epoca per ricavare più spazio per i passeggeri del sedile posteriore ma il problema era l'altezza della parte posteriore del padiglione. In Maserati valutarono molti prototipi (come la Simun di Giugiaro) risolvendosi per la proposta di Virginio Vairo di Vignale. Penso anch'io che il padiglione sia un po' alto ma credo che miglior compromesso non fosse possibile. Se all'epoca la necessità di avere due posti in più per viaggiare con la famiglia poteva indurre all'acquisto di modelli simili a questo oggi, chi cerca una Maserati d'epoca, sceglie una compatta veloce, divertente e dalla linea snella. Per viaggiare con la famiglia si opta per una moderna più comoda e confortevole.
Mi riferivo alla targa usata come avatar nel forum...
Ho frequentato in passato la località di Pejo (Trento), per cui pur sapendo perfettamente che la targa PE è di Pescara, Abruzzo, d'istinto vedendo una targa PE10 mi viene da pensare ad un'auto trentina.