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Lancia Beta 1400

lanciabetafantonx20251017.jpg
Anno 1975 (Fantonx14).

Data: 08/11/2025
Commenti: 13
Visualizzazioni: 1074
Commenti
#1 | time101cv il 08/11/2025 19:05:41
www.targhenere.net/gallery2/wp-content/uploads/2025/10/img_20251012_145457.jpg
(foto "Fantonx14" )
#2 | atae21 il 08/11/2025 19:13:19
Mi piace molto la Beta berlina prima serie... soprattutto questo frontale così espressivo. Ottima la targa quadra. evvai
#3 | S4 il 08/11/2025 19:46:48
Di solito prediligo le ultime versioni, ma nel caso della Beta trovo molto più riuscita l'originale del 1972; esemplare a dir poco rarissimo, la provincia tranquilla ha contribuito non poco alla sopravvivenza.
#4 | bob91180 il 08/11/2025 19:56:04
Non di mio gusto , ora come allora , il 3/4 posteriore a "sarcofago" di queste prima serie
#5 | Fantonx14 il 08/11/2025 20:51:53
L'ho vista arrivare anche con un passo abbastanza veloce, ma sono riuscito a fotografarla bene.
Da quel che so apparteneva al nonno dell'attuale proprietario, un conservato degno di nota, questa è vera ecologia.
#6 | Sauro il 08/11/2025 21:15:17
Splendida... anche se preferisco la serie successiva che 'sgonfia' un poco il posteriore!
#7 | Alfa33 il 08/11/2025 21:50:37
Sono pochissimi gli esemplari di Beta prima serie che ho visto dal vivo; il modello potrebbe non piacere a tutti dal punto di vista estetico, ma dal punto di vista tecnico merita molto.
#8 | alequattro75 il 08/11/2025 22:38:32
Più che altro, rispetto alle precedenti Lancia, appariva molto dimessa a parer mio (e come qualità e finitura lo era davvero).
Meccanicamente era però molto buona, ed aveva un abitacolo davvero spazioso.
Anni fa avrei sicuramente preferito le due serie successive.
Adesso comincio a trovare interessante la prima serie, che specialmente in alcuni colori, incarnava perfettamente gli anni '70.
#9 | mariano il 08/11/2025 23:15:06
Sublime! Condivido che il posteriore della prima serie appariva un po' vuoto, come se avessero dimenticato di inserire qualche particolare, con la fascia cromata della seconda serie ha un aspetto più "concluso".
#10 | prof il 09/11/2025 08:25:44
Più che altro, è la nuova soluzione di raccordo cofano/lunotto a dare più dinamismo al posteriore della seconda serie.
#11 | Francesco240D il 09/11/2025 14:31:31
Molto bella, la mia Lancia preferita dell'era FIAT (Thema a parte). Motorizzazione non molto prestazionale però pazienza. Merita di essere rivalutata, al prezzo di una 500 (o anche meno) si può portare a casa una signora macchina.
#12 | S4 il 09/11/2025 20:07:02
La Lancia con le nuove Beta vuole soddisfare la sua tradizionale clientela, quella clientela che in passato ha decretato il successo di molte sue vetture. Da molto tempo nella gamma Lancia delle vetture di cilindrata medio-superiore c'era solo la 2000 nelle varie versioni: una vettura che segnò nel 1960 un progresso nella produzione della Casa torinese, ma che non ottenne il successo che la Lancia si aspettava. La nuova proprietà che assunse il controllo della Lancia non trovò negli uffici tecnici alcun progetto valido per sostituire le anziane Flavia e Fulvia. C'era quindi da riportare la produzione a livelli competitivi e riguadagnare quella parte del pubblico che aveva preferito rivolgersi altrove. Il progetto della nuova Beta venne affidato al nuovo ufficio tecnico che, bene affiatato e funzionante, in poco meno di tre anni passò dai disegni alla presentazione al salone di Torino del 1972, dei primi esemplari di produzione. Così è nata la Beta: una Lancia disegnata e costruita con concetti più avanzati di quelli seguiti nel recente passato. Sulla Beta è stata mantenuta la trazione anteriore, soluzione preferita dalla Lancia, che fu la prima ad adottarla in Italia nella produzione di serie. Il motore è derivato da quello della 132, con sensibili perfezionamenti. Altre caratteristiche della Beta sono: uno schema originale e raffinato di sospensioni e una carrozzeria diversa dalle precedenti, ispirata a principi aerodinamici.

Riporto in sintesi il giudizio di Quattroruote del 1973, leggo inoltre che le prestazioni della 1400 da 90 CV non sono trascurabili: quasi 170 km/h di velocità massima e uno 0-100 di 13 secondi, niente male con una massa di oltre una tonnellata. Non mancavano accessori di pregio, come il condizionatore, l'interno in pelle e il lunotto termico a fili invisibili. La dotazione di serie sulle versioni 1600 e 1800 prevedeva nientemeno che la predisposizione per l'impianto stereo, la lampada ricaricabile, proiettori con regolazione automatica, rivestimenti in velluto, bagagliaio completamente rivestito... In breve, se si voleva investire in comodità era la vettura adatta. Certo che passare da sospensioni ad assale rigido con balestre (come le diligenze Pfft ) a una multilink snellita, doveva essere un salto cosmico. nghenghe
#13 | Markino il 10/11/2025 11:02:10
Da quel che so apparteneva al nonno dell'attuale proprietario, un conservato degno di nota, questa è vera ecologia.

Alcune settimane fa, il giovane proprietario ha portato al raduno domenicale di Piazza Affari questo esemplare in perfetto stato di conservazione, da sempre in famiglia, sobbarcandosi un bel viaggetto dal magnifico borgo di Saluzzo (CN), non proprio dietro l'angolo.
Nonostante la presenza al raduno di tante auto dal valore e prestazioni ben superiori - oramai le supercar impropriamente inflitratesi abbondano - la "Beta", giustamente, è stata molto ammirata, sia per la rarità del modello che per le rimarchevoli condizioni di carrozzeria e interni.
Prima serie come io generalmente prediligo.
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