Avrei voluto vedere anche il frontale ma ho notato che non ci sono altre Kyalami immortalate, ne deduco l'estrema rarità, un modello questo che conosco praticamente per il nome e per sentito dire; per quello che vedo però mi piace molto, immagino che la fanaleria posteriore sia mutuata dalla 130 coupé....
Nella 130 coupé la luce di retromarcia non è a tutta altezza in verticale, ma solo nella parte superiore del faro.
Avvistamento giustamente da pole position
Nel 1978 chi ha comprato (a caro prezzo) questa rarità doveva essere proprio un "maseratista" convinto! Tra Mercedes SLC, Bmw 635, Jaguar XJC... le alternative non mancavano. A guardarla oggi la vedo come la "mamma" (o nonna) della Maserati 228. Comunque piace anche a me...
Nonostante sia quasi sconosciuta, venduta in pochissime unità e derivata da un altro modello, incarna, a parer mio, il perfetto stile Maserati. La preferisco alla precedente Mexico ed insieme alla Khamsin la trovo una delle vetture più fascinose del Tridente.
Splendido esempio di Gt artigianale italiana.
Esemplare recentemente acquisito da un giovane appassionato lombardo, e proveniente da una strabiliante collezione del Nord-Ovest, a prevalente impronta Mercedes.
E' pur sempre una Maserati dalla nobile meccanica e dal confort elevato, quest'ultimo da lustri una delle cifre distintive delle Gran Turismo del Tridente, ma, in tutta onestà, non sono mai riuscito a riconoscerle una personalità paragonabile a quella, assai spiccata, dei modelli della golden era di Adolfo Orsi, a cominciare proprio dalla "Mexico", della quale la "Kyalami" può considerarsi l'erede per configurazione e propulsori.
L'appeal non molto incisivo si rispecchia in numeri di produzione a dir poco esigui, circa 200 unità tra il 1976 e il 1983, anni per la maggior parte, va riconosciuto, piuttosto difficili per questa tipologia di vetture, specialmente in Italia, nonché complicati per il costruttore stesso.
Luciano Pavarotti fu immortalato mentre ritirava un esemplare grigio metallizzato nuovo di fabbrica.
Hai colto nel segno: la SLC era proprio il punto di riferimento di De Tomaso nella definizione del progetto Longchamp (così come la Jaguar XJ lo era per la Deauville).
...a cominciare proprio dalla "Mexico", della quale la "Kyalami" può considerarsi l'erede...
Corretto. Il filone delle GT a quattro posti del Tridente comprende Sebring, Mexico, Indy e Kyalami. La configurazione a due volumi per la Indy fu preferita in virtù delle tendenze stilistiche di fine anni '60 per poi cedere nuovamente il passo ai "classici" tre volumi che tornarono ad imporsi sulle coupé intorno ad inizio/metà anni '70 (Fiat 130, Ferrari 365 GT4, Lancia Gamma).
Luciano Pavarotti fu immortalato mentre ritirava un esemplare grigio metallizzato nuovo di fabbrica.
Una Kyalami, in versione 4900, era l'auto personale anche di Gianni Mazzocchi, fondatore di Editoriale Domus (Quattroruote).
Mi sono imbattuto qualche mese fa in un esemplare in vendita nella mia zona, dal quale sono stato molto tentato...
Splendida nella sua classicità! Linea di base disegnata da Tjaarda ed affinata per l'occasione da Frua, quest'ultimo propose anche una bella versione scoperta che non vide mai la luce.
Benché l'auto sia frutto di un compromesso risulta gradevole, riguardo agli illustri proprietari grande ammirazione per la loro scelta fuori dal coro anche se, razionalmente, una Kyalami non può essere messa a confronto con le sue rivali più prossime(635 ed slc)
Parentela molto alla lontana che si limita ai fari posteriori, come già detto sopra.
Per il resto, la Kyalami è figlia dell'era De Tomaso, quando i legami con Citroen - tecnici e finanziari - erano già stati recisi.
(foto "S4" )