Condizioni sorprendenti per un avvistamento singolare, l'avevo rimossa dai ricordi; curiosa la posizione ribassata dello sportellino dedicato al rifornimento.
Clamorosa ! Ho una rivista del 1985 trovata in soffitta nella casa vecchia di mia nonna, se non erro un "L'Automobile", in cui veniva provata insieme a R5, Uno e Y10 Turbo !
Mi sa che qui basta una mano per contare quelle rimaste...
Che goduria mi ricorda tantissimo i tempi che andavo al mare (posso dire dove, tanto l'esemplare purtroppo è sparito) a Vasto Marina. Ogni domenica era lì una bellissima Metro Turbo ovviamente targata CH. Chissà che fine avrà fatto.. parlo ovviamente del periodo tra il 1998 circa e il 2002. Il destino ha voluto poi che mi ritrovassi proprio in quelle zone, a viverci, circa 25 anni dopo
Che rarità!
Sembra ben tenuta, ma con l'assetto in picchiata tipico anche della rover serie 100 che da questa deriva.
Mi ricordo che questo modello costituiva il premio del 'sistemone di zio peperone' all'interno del settimanale 'TOPOLINO' intorno al 1984...
Sbalorditiva, e immagino restaurata da qualche amatore viste le condizioni perfette. Il secondo dito della mano se lo aggiudica l'esemplare che ho avvistato in fiera a Vicenza nel 2024, del 1984 ma ahimè ritargato nell'87, incontro che mi ha davvero lasciato a bocca aperta.
Nella mia memoria ricordo un solo esemplare visto al tempo (di colore bianco, nel paese in cui abitavo) ma non ho idea se fosse aspirato o turbo. Ero piccolo (diciamo sui 10 anni) ma già molto appassionato, e di quell'auto ricordo delle decals molto vistose sulle fiancate
Se già è ormai rara l' erede 114 GTI questa è incredibilmente più rara, devo ammettere che è un modello che mi attrae parecchio e mi piacerebbe provare, da parecchio tempo c'è un esemplare in vendita di colore nero, peccato che la cifra richiesta sia proibitiva, infatti non la vendono...
Quando le vedevo circolare da bambino, ignaro della comatosa situazione dell'industria automobilistica britannica che da li a poco sarebbe collassata, le trovavo molto piacevoli, al pari delle sorellone Montego e Maestro.
E sebbene preistoriche come concezione, le preferivo di gran lunga, esteticamente, alle Honda/Rover coeve (800 berlina esclusa).
L'ho commentata su un noto social... veramente pazzesca e con targa della mia provincia! Forse venduta da nuova in una concessionaria Austin Leyland della città, che poi ha chiuso i battenti e lo stesso edificio è stato trasformato in un grande disco-bar che, manco a dirlo, finita la moda anni 90, anche questo è andato sottosopra e adesso quelle mura giacciono abbandonate da tempo in attesa di chissà chi o cosa. Pensare quante rarità c'erano lì dentro tra Metro, Maestro, Montego... ma ricordo anche delle Dolomite usate...
Modello mitologico per chi come me martoriava i Quattroruote sui banchi delle elementari facendo i raffronti fra le piccole turbocompresse del tempo. Benché avessi un certo debole per la MG Turbo (non a caso possedevo il modellino Bburago 1/24) c'era da dire che a livello prestazionale era di gran lunga la meno desiderabile del nutrito novero delle piccole bare. Oddio, i 180 all'ora effettivi con una macchina che pesava si e no 8 quintali a vuoto non erano proprio uno scherzo, ma bisogna considerare che poco tempo dopo furono raggiunti in scioltezza dalla Y10 Turbo, che aveva una cilindrata di gran lunga inferiore, mentre una turbocompressa di pari cilindrata della Metro, ovvero la Uno, Turbo i.e. infrangeva in allegria il muro dei 200.
Questo gap era dovuto ad un problema tecnico non di poco conto: la Metro non poteva adottare il cambio a cinque marce semplicemente perché non c'era abbastanza spazio (e se anche ci fosse stato lo spazio, probabilmente non ci sarebbero stati i soldi). L'adozione dello stesso cambio a quattro marce delle Metro normali ha quindi imposto una revisione al ribasso della pressione di sovralimentazione, che molti proprietari di giovane età provvidero ad aumentare causando ricche insalate a base di ingranaggi del suddetto cambio. La bassa pressione ovviamente giovava all'affidabilità del propulsore, che peraltro era stato rivisto completamente dalla Lotus, quindi non proprio dei parvenu, ma l'esperienza di guida non era certamente delle migliori: immaginatevi il confort nel fare i 180 in quarta marcia mentre le sospensioni Hydragas, chissà perché orgoglio della ex British Leyland, reagivano ad ogni minima asperità del suolo martellando il coccige con la grazia di un fabbro indietro col lavoro. Ciò unito ad una scarsa gestibilità del plurinominato cambio, riusciva a mettere in ombra le doti della Metro, ovvero una agilità senza pari nei percorsi ricchi di curve, e una tenuta di strada molto sicura a patto di saperci fare con l'acceleratore.
Al di là dei suoi tanti e mai risolti difetti, mi piaceva allora come ora. Mi piace la sfacciataggine della sua estetica, adoro certi dettagli come i cerchi in lega con copridado (facilissimi a perdersi), amo la posizione di guida demenziale gentile lascito della Mini originale, e una generale cura dei dettagli molto inglese, specie all'interno.
Potessi, ne comprerei una in serie limitata "All White" verniciata integralmente in bianco: in Italia ne sono arrivate veramente poche.
Alla faccia della rarità! Non mi sorprende sia la prima del sito, mi sorprende invece che attraverso i commenti siamo arrivati già a tre esemplari esistenti con targhe italiane, mi sa che oltre queste ce ne saranno al massimo altre tre o quattro sconosciute.
Non ho mai visto una Metro dal vivo che io ricordi, una decina d'anni fa invece mi capitò per caso una 114 GTI in condizioni molto malmesse, e infatti risulta demolita da molti anni.
Ora aspettiamo che qualcuno riesca a beccare una Montego MG.
Azzurro con adesivi bianchi? Ce l'ho anch'io Tra l'altro è particolare perché solitamente Bburago preferiva mettere il cofano motore apribile, mentre su questa è fisso ma si apre il portellone posteriore; sul fondino c'è scritto "Mini Metro" ed ho scoperto che esisteva sia con il logo anteriore MG che con quello Austin.
Scusate la divagazione buraghese.
Ovviamente sì: a dir la verità ne ho avute due identiche (la Metro mi piaceva mica per scherzo). Divertente aver scoperto, in tempi recenti, che era ispirata ad una MG Metro da corsa realmente esistente. Ovviamente la riproduzione non era fedelissima, nel più puro stile giocattoloso delle Bburago del tempo, ma ci piacevano lo stesso.
Mai vista una Metro in vita mia, figuriamoci la MG. Da me praticamente estinte, nonostante nella mia città fosse Bepi Koelliker che ne ha vendute un po'.
Il modellino Bburago, appartenente alla serie "economica", era abbastanza diffuso all'epoca, ma è piuttosto raro da trovare (in buono stato!) oggi. Piaceva moltissimo anche a me, e di recente ne ho recuperato un esemplare completo, ma da parziale restauro di carrozzeria. Peraltro, ignoravo del tutto la questione relativa al logo anteriore!
Quasi superfluo aggiungere il mio apprezzamento per la vettura da cui deriva, ancor più in questa rarissima configurazione.