Bella e affascinante col suo V8 ma non è la 3500 Vitesse... in Italia quasi introvabile. Caratterizzata sportivamente, è una delle mie berlinone preferite. Questa punta più sull'opulenza di rivestimenti e accessori. Comunque notevole, ottime le sue prime targhe.
Comprare una Rover del genere nel 1982 doveva essere una scelta alquanto "esotica" in Italia, non solo per il prezzo ma anche per la scarsa qualità degli assemblaggi Rover di quel periodo, gravata da noti problemi di affidabilità elettronica
Sogno della vita. Complessivamente la SD1 nelle sue versioni mature e apicali (cit) rappresenta ai miei occhi la berlina perfetta, come una sorta di CX col muso da Daytona con cui è possibile prendere le curve in sovrasterzo. Questo giudizio è da intendersi ovviamente in maniera "ideale", ben sapendo dei suoi limiti dinamici (lo schema meccanico era moderno solo a patto che fossero ancora gli anni '50) e costruttivi: la qualità di montaggio era migliorata di parecchio rispetto ai primi esemplari e così i materiali degli interni, ma restava ben lungi dall'essere eccelsa.
In Italia ai tempi, la presenza della SD1 sulle strade era garantita per la gran maggioranza dalle "2000" con motore Morris 4 cilindri (veloci solo in discesa e nella capacità di rompersi, cit. Autocapital) e dalle SD Turbo con motore italiano VM, una buonissima vettura ma nemmeno lei esente da problemi di affidabilità. Le "3500" immatricolate furono pochissime e avrei voluto veramente conoscere e stringere la mano a quei matti abbienti che, evidentemente per amore di una linea ancora bellissima, spendevano tutte quelle palanche per una divorabenzina non certo giovanissima e dalla reputazione alquanto aleatoria.
Questa 3500 ha ancora l'alimentazione a carburatori, non brilla per potenza specifica ma almeno non crea particolari problemi di affidabilità. Tutt'altra storia la Vanden Plas EFI, che montava lo stesso propulsore da 190 CV della mitica Vitesse, purtroppo ancora più difficile da reperire in quanto non importata ufficialmente. Da ragazzo, ogni estate, avevo il privilegio di incontrarne un esemplare con targhe olandesi rimanendone ogni volta folgorato.
Bellissima in nero, anche a me è sempre piaciuta troppo però ci penserei due volte prima dell'acquisto: sui problemi meccanici ci chiudo un occhio, ma la qualità degli assemblaggi è un priorità specie su modelli come questi per i quali è difficile trovare i ricambi specifici degli interni e, se si trovano, si pagano cari e amari. Di serie aveva 5 marce e servosterzo, prezzo quasi trenta milioni secondo Quattroruote dicembre 1982. Non escludo la presenza di altri optional tipo chiusura centralizzata e aria condizionata.
Vettura molto intrigante ma solo col v8 e prima serie a mio avviso.Colgo l'occasione per ricordare lo stilista David Bache ideatore di tutte le Rover dalla P5 alla Sd1 passando per la Range, cui ha saputo sempre donare eleganza originalità.Per gli appassionati il padre di David fu noto calciatore.
Di serie aveva 5 marce e servosterzo, prezzo quasi trenta milioni secondo Quattroruote dicembre 1982
La dotazione a pagamento prevedeva il solo condizionatore d'aria mentre quella di serie era ovviamente vastissima e comprendeva i quattro vetri e gli specchietti elettrici, la chiusura centralizzata con telecomando, il computer di viaggio, i fendinebbia, i lavafari a pressione, il tetto apribile elettrico, la vernice metallizzata, i cerchi in lega, gli inserti in legno di noce e via dicendo. Da notare che si poteva scegliere fra interno in pelle o in velluto o fra cambio manuale e automatico senza alcuna variazione di prezzo.
Avvistamento clamoroso, non è da escludere possa essere l’unica rimasta con targhe italiane in questa configurazione! Sembra un esemplare buono ma non perfetto, spero sia nelle mani giuste.
Avvistamento clamoroso, non è da escludere possa essere l’unica rimasta con targhe italiane in questa configurazione! Sembra un esemplare buono ma non perfetto, spero sia nelle mani giuste.
Su FB gira quella bianca targata Roma... mi pare fosse Valden Plas pure lei
Sarebbe Vanden Plas: il nome è di un'azienda belga nata nel XIX secolo, che poi nel corso del '900 iniziò a carrozzare automobili per conto di marchi prestigiosi (Rolls-Royce, Bentley, Daimler...), fino ad entrare dopo il secondo dopoguerra nell'orbita del gruppo Austin. A quel punto iniziò a produrre con il proprio marchio i modelli di punta, e a firmare gli allestimenti più lussuosi di quelli più "popolari". L'azienda è stata soppressa poi ad inizio anni '90, sebbene la denominazione sia stata utilizzata sporadicamente anche in epoche successive.