Configurazione tipica per questo esemplare, non capisco se in bianco o nel più diffuso avorio. Sembra anche discretamente conservata, grande pecca l'assenza del tergilunotto.
Ieri una 1500 oggi una 1200. E' il momento delle Alfasud degli anno '80! Con questa condizione di luce apprezzo pure il colore avorio che trovo insieme al beige essere un colore non colore... Condizioni rimarchevoli e tolta la targa di Caglairi, capoluogo di regione per cui abbastanza diffusa, apprezzo sempre le targhe delle altre province sarde
Molto bella! Richiederebbe solo una ravvivata ai paraurti in plastica e poi sarebbe perfetta. Per quanto preferisca le serie precedenti, vedere una Alfasud è sempre un piacere
Incomprensibile questa ostinazione per la cilindrata più bassa da parte di chi acquistava una media piuttosto costosa e di intonazione sportiva. Per poi restare compressi nel limite autostradale di 130, come con una 127, quando una ben più economica Ritmo 65 poteva viaggiare a 140.
La scelta del 1.2 non era tanto incomprensibile per l'epoca: 14 cavalli fiscali per una berlina comoda prestante come una Fiat 131 1.6 (monoalbero) era indubbiamente un affare. Inoltre la velocità di 150 km/h era appannaggio per le vetture dai 15 cv fiscali in su, mentre l'Alfasud col solo 1.2 andava oltre i 155 km/h!
Non ancora patentato ebbi l'opportunità di provarla in una strada semi chiusa, era di un amico delle superiori che l'ottenne in regalo da una Zia... aveva circa 60.000 km, era il 1995.
Semi schifato per via della bassa cilindrata mi sedetti al volante con bassissime aspettative. Rimasi sbalordito dal ruggito e dalla prepotenza del piccolo boxer che faceva letteralmente impennare l'auto.
Sensazioni, queste descritte da Francesco, che ricordo perfettamente.
Non è un caso se questa serie '80 vendette ancora molto bene; oltretutto, era anche costruita e rifinita con miglior cura, attenzioni che sembrarono crescere ulteriormente sugli ultimi esemplari del 1982-'83.
Il 1200 di questa versione è il 1186cc alimentato col Weber 32 DIR 51/250 il doppio corpo che equipaggia la prima versione t.i. che necessitava del limitatore di giri per la rapidità con cui saliva. Ai tempi del liceo facevo sgommare la 1.2 con 4 amici a bordo: tiravo su i giri e staccavo a metà la frizione facendo "decollare" l'Alfasud 1.2 come un'Allfetta 1.8 tenendo sterzate le ruote per simulare la derapata della traz post facendo fumare i copertoni. Avevo appena fatto la frizione per poter fare questo, perché la vecchia slittava e trascinava anche per il lubrificante che trafilava dal paraolio (cambiai pure quello). Il 1.2 non era affatto sottodimensionato. Molti pensavano che l'avessi truccata ma non era vero: ero io che facevo l'Holer Togni della situazione
Il 1.2 veniva addolcito col monocorpo Dellorto FRDA 32F nelle versioni da 63cv per renderlo meno assetato, pur mantenendo un certo brio, e tuttavia anche con 63cv il più piccolo 1.2 raggiungeva i 150 lm/h!
Segnalo un bel servizio su Epocauto di ottobre con protagonista una splendida Alfasud Valentino. Subito dopo, una monografia dedicata ad Ermanno Cressoni.