Ottimo avvistamento ... Pregiata ed altezzosa , nel tipico blu lancia , gommata generosamente , la targatura potrebbe indicare un rientro , forse dalla Francia , chissà ...
Belle viste d'effetto di una vettura tra le più innovative della sua epoca, tanto più in questa fascia merceologica "media", che deve guardare molto più al contenimento del prezzo rispetto ai segmenti superiori, la cui clientela di riferimento può sostenere più agevolmente gli oneri di certe "sperimentazioni".
Questo magnifico esemplare, a me già noto, oltre all'eccellenza del modello, presenta una caratteristica unica, della quale il doppio scarico è rivelatore: si è infatti voluto replicare la vettura che Gianni Lancia ebbe in uso per un certo periodo - presumo tra il 1949 e il 1950 - e probabilmente andata perduta, allo scopo di testare il V6 di 1750 cm3 (primo al mondo con tale architettura destinato alla produzione di serie) approntato dall'Ing. Francesco De Virgilio per la successiva "Aurelia", combinazione sicuramente molto appagante per souplesse di marcia e anche prestazioni (già molto buone per quei tempi con il 4 cilindri 1500 che equipaggiava l' "Aprilia" dal 1939), vista la massa più contenuta rispetto all'erede.
Qui poco visibile, sulla calandra è riportata la dicitura "V6" in stile dell'epoca.
Avvistamento di notevole spessore e suggestione storica.
Purtroppo la modifica fatta con il doppio tubo di scarico per simulare le prove di una Lancia Aprilia con il motore dell'Avrelia non c'entra nulla con questa Aprilia di serie.
Le prove sono state fatte con una Lancia Aprilia Bilux nel 1948 con a bordo Gianni Lancia, Vittorio Jano e l'Ing. Francesco De Virgilio.
Grazie per la precisazione, Roberto; questo "dettaglio" della diversa versione non mi fu riferito quando chiesi lumi durante il magnifico raduno internazionale "Lambda" a Fobello del 2016.
Nel quartiere dove abito, una volta tristemente famoso per la delinquenza, si parla ancora del famigerato Ezio Barbieri, bandito inafferrabile, appariva con la Sua Aprilia nera, colpiva insieme alla sua banda alla luce del giorno, e spariva senza lasciare traccia. Aveva il motore truccato e quando era inseguito, con un colpo di acceleratore seminava le vecchie Balilla e Astura della polizia. Era così sfacciato e spavaldo che osava circolare con la targa MI 777, il numero di pronto intervento della pula. Oggi c'e' il Bosco verticale.
Non a caso, anche nel film di Florestano Vancini "La banda Casaroli" (1962), ambientato nell'immediato dopoguerra, i malviventi utilizzano in una o più occasioni una "Aprilia".
Esattamente , Paolo Casaroli 1925/1993 , Aprilia di proprietà di un autonoleggio con sede poco fuori dal centro ... Storia raccontatami da un mio amico , lontano parente del noleggiatore , che ebbe rogne giudiziarie a non finire ...
Sarei davvero curioso di conoscere la storia di questa vettura, forse è arrivata nelle mani dell'attuale proprietario in condizioni tragiche e priva di motore, elementi che lo hanno convinto a fare l'elaborazione per emulare, in forma più o meno fantasiosa, la vettura di Gianni Lancia. Almeno spero sia andata così e non sia partito da un esemplare perfetto con meccanica originale.
Interessantissima anche la storia del bandito nei commenti successivi, in che anni si collocano i fatti più o meno?
(foto "Stezz" )