Concordo, auto stupenda e prestigiosa, molto bello anche il colore. Personalmente, mi piacciono poco gli specchietti ai parafanghi, comunque veramente poco male.
Chissà se all'epoca fu venduta con un leggero sconto considerando l'immatricolazione tardiva risalente a novembre, la nuova 2000 era in listino già dalla primavera.
I cerchi in tinta sulle LX sono caratteristici, un po' sovraccarico il frontale ma in linea con i tempi; purtroppo l'epidemia dei bracci tergicristalli invertiti non risparmia nemmeno la Flavia.
Adocchiata dalla strada in fondo ad un lungo parcheggio rettangolare su due file contrapposte; mi scuso per la vista posteriore sacrificata, che non offriva sufficiente respiro per il mio consueto zoom.
Avvistamento per me assai prelibato, da grande estimatore in generale dii questa serie "Flavia", raffinata ed elegantissima, tanto più trattandosi qui di versione apicale inevitabilmente molto rara già all'epoca, prodotta in 639 unita (oltre a 57 ad iniezione).
Tonalità verde Ostenda perfetta per i miei gusti.
Chissà se all'epoca fu venduta con un leggero sconto
Magari anche "robusto", se non addirittura offerta sostanzialmente in regalo direttamente dalla Casa a qualche personaggio in vista o fornitore importante di beni, servizi o prestazioni professionali.
Eccellente e raro esemplare "top di gamma" (come diremmo oggi) di quella che, almeno per me, è la migliore serie di Flavia.
se non addirittura offerta sostanzialmente in regalo direttamente dalla Casa a qualche personaggio in vista o fornitore importante di beni, servizi o prestazioni professionali
Un vero gioiellino tra versione e colore, tra l'altro per essere stata prodotta in soli 639 esemplari ne sono comparse non pochissime su queste pagine, questa è la decima.
Auto che io non sono mai riuscito a definire bella, però senza dubbio affascinante e valida anche se rivedendo la prova su strada di Quattroruote dell'epoca qualche difettuccio c'era, la rileggevo proprio ieri sera, però era un'auto complessivamente riuscita, parere personale lo specchio di coda senza quella cromatura vistosa che lo attanaglia secondo me sarebbe stato più gradevole, de gustibus.....
All'epoca la Flavia spiccava per fascino ed eccentrica eleganza tra le rivali Alfa un po' " burine", Fiat concrete con poche emozioni, Bmw esotiche, Mercedes rigorose eleganti ma un po fredde. Queste le mie fantasie di ragazzino appassionato di auto.
Oggi particolarmente apprezzata e rara ma personalmente nel 1971 come "due litri" avrei scelto altro. Sicuramente una 1750 (se la 2000 non era ancora disponibile) ma anche, logicamente per via della mia passione, una Bmw NK 2000 tii da 130cv. Senza dimenticare la 504 TI col suo bel tetto apribile.
lo specchio di coda senza quella cromatura vistosa che lo attanaglia
In realtà è una modanatura in acciaio inossidabile con doppia funzione: la prima è quella di celare la saldatura tra parafanghi e specchio di coda, vera ossessione della Casa, infatti non ci sono giunzioni a vista in tutta la vettura, l'accoppiamento fra il curvàno e i parafanghi anteriori è nascosto da brasature a stagno, (come sulle coeve Fulvia) la seconda funzione è ornamentale.
I difetti sono i soliti, frenata insufficiente, cambio a soli quattro rapporti, sterzo pesante e comandi poco intuitivi.
Sì soprattutto la frenatura era considerata il tallone d achille della Flavia,strano che la Casa non sia riuscita a porvi rimedio in tanti anni di produzione
La Flavia monta l'impianto Dunlop con pinza fissa a due stantuffi e pastiglie dalle dimensioni di aspirine, la 2000 e le coupé derivate montano il c.d. Superduplex Girling con pinza a quattro* stantuffi e pastiglie finalmente adeguate! La particolarità è anche il cilindro maestro (pompa freni) da cui parte il doppio circuito indipendente per le pinze anteriori: in caso di guasto di un circuito è sempre garantità la frenata, chiaramente le pinze sono dotate di doppio flessibile. Lo stesso impianto è montato su tutte le Fulvia cinque marce, le inchiodate a ruote fumanti sono garantite. Il rovescio della medaglia è la suddetta pompa venduta a circa 350 €, per tacere della revisione delle pinze freno direttamente da Cartier. Il Superduplex ha equipaggiato anche la Beta e la Gamma.
* Sulla Delta integrale Evoluzione viene impiegato lo stesso sistema a quattro stantuffi.
Ti ringrazio, possedendo una Fulvia da decenni conosco abbastanza bene certi tecnicismi; aggiungo che per il veicolo commerciale Lancia Superjolly, basato sulla meccanica Flavia, si erano inventati l'acrobazia della doppia pinza sui dischi anteriori! O meglio, ogni disco montava due pinze freno contrapposte.
(foto "Markino" )