Immagine

Lancia Aurelia B10

lanciaaureliaata20140713.jpg
Anno n.c., targhe nere del 1956 (atae21).

Data: 14/07/2014
Commenti: 5
Visualizzazioni: 2235
Commenti
#1 | Markino il 14/07/2014 09:23:18
La buona salute mi evita l'infarto all'impatto con una B10, vettura che adoro insieme alle versioni successive dell'Aurelia berlina, rara superstite dei 5500 esemplari circa realizzati tra il 1950 e il 1954. Difficile non notare che è la prima in 6 anni di vita del sito, e non a caso, dato che è ben difficile incontrarne anche a manifestazioni blasonate, o a fiere-monstre come quella di Padova, dove le vetture storiche esposte sono molte centinaia.
La sostituta dell'Aprilia, che si dimostrò all'altezza della commovente aspettativa di un anonimo operaio del montaggio, il quale lasciò un toccante biglietto di commiato appunto nel baule dell'ultimo esemplare costruito, era una vettura innegabilmente Lancia sotto tutti i profili: innovazione tecnica, con il propulsore 6V con angolo di 60°, 1750 cc, opera di Francesco De Virgilio, eccellenza costruttiva, gradevolezza e sobrietà estetica, ottima adattabilità all'impiego sportivo, mentre la carrozzeria portante, alla quale i costruttori europei - italiani in testa - iniziavano a convertirsi, era una prerogativa della Casa sin dai tempi della Lambda (1921).
Nell'Italia del 1950, dove dilagava la povertà e le distanze tra le classi sociali erano abissali, l'Aurelia non poteva che rivolgersi a un ristretto pubblico di appartenenti all'alta borghesia. Non furono pochi, inoltre, i piloti che utilizzarono in competizione la B10, e poi le più performanti B21 e B22 con cilindrata 2,0 e 2,2 lt: le foto dell'epoca mostrano manipoli di Aurelia berlina schierate alla partenza della Mille Miglia, dove si innescò la rivalità con l'Alfa Romeo 1900, lanciata a pochi mesi di distanza. Peraltro, le doti velocistiche della B10 di serie non erano eccezionali: se la punta massima era di circa 135 km/h, il pregio maggiore erano la coppia e la rotondità di funzionamento, assicurate dal frazionamento della cilindrata.
Non potendo non sottolineare la straordinaria bellezza dell'esemplare in foto, che reca fanalini posteriori probabilmente di derivazione Giulietta Sprint/Spider, resto incerto sulla tinta, che potrebbe essere il classico nero, oppure uno splendido verde scuro che ho visto ben poche volte.
Avvistamento superbo di un esemplare a me ancora sconosciuto.
#2 | atae21 il 14/07/2014 09:53:17
Sono contento che questo avvistamento faccia felice qualcuno; quando l'ho inseguita per fotografarla avevo capito che si trattava di una Lancia ma non essendo un esperto di auto di questa epoca, non ero a conoscenza del modello esatto e della sua rarità. Direi ottimo anche il fatto che conserva comunque una targa molto vecchia anche se non la prima originale. Wink
#3 | S4 il 14/07/2014 12:49:43
Grande colpaccio del nostro ata... Shock claps
#4 | gabford il 14/07/2014 18:46:57
Complimenti! Davvero difficile incontrare una simile vettura su strada!
#5 | atae21 il 14/07/2014 23:46:41
Di certo non era in mezzo a Milano in un giorno lavorativo alle 17:00 del pomeriggio. nghenghe Era infatti una tranquilla domenica mattina in un paesino del varesotto, dove è senz'altro più piacevole e rilassante portare a spasso "le vecchiette". clapsSmile
Scrivi commento
Per scrivere un commento devi essere registrato