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Fiat 508 Balilla 3 marce

fiatbalilladanguard20140826.jpg
Anno n.c., targhe nere del 1957 (danguard76).

Data: 27/08/2014
Commenti: 4
Visualizzazioni: 1409
Commenti
#1 | Alfa33 il 27/08/2014 10:26:26
Avvistamento interessante, sono certo che i più saggi mi illumineranno sulle caratteristiche di questa veterana.
#2 | peppecantarella il 27/08/2014 10:56:41
La forma del bauletto dovrebbe fare pensare ad una versione tre marce
#3 | Markino il 27/08/2014 12:21:02
E' corretta l'osservazione di Peppe. La mancanza del paraurti e i cerchi privi della decorazione cromata del mozzo farebbero inoltre pensare a una versione "Normale". Livrea marrone piuttosto frequente sulla Balilla.
Ho sottolineato altre volte l'importanza storica della 508, vettura che segnò una tappa fondamentale nella diffusione dell'automobile in Italia, nonostante la FIAT avesse già prodotto con grande successo altre vetture di piccola taglia (dimentichiamo per quest'epoca il termine "utilitaria" ), segnatamente la 501 (1,5 lt.) e la 509 (1 lt.). Si trattava tuttavia di auto i cui volumi dipesero in buona parte dalle esportazioni, che portavano notevole linfa alla FIAT, allora rinomata in ogni angolo del mondo per il prestigio conseguito inizialmente con vetture di segmento medio-alto, mentre il mercato nazionale esprimeva numeri assai modesti, data l'esiguità del reddito medio.
Il quadro iniziò a mutare dal 1926, quando il Regime procedette alla rivalutazione della moneta fissando una nuova parità con la sterlina (c.d. "quota 90" ) e quindi con le altre valute, penalizzando così le imprese a vocazione esportatrice. Dopo il 1929, la crisi propagatasi da Wall Street, il cui indice perse ininterrottamente terreno fino al 1932, l'economia occidentale subì una pesante contrazione, che inflisse un duro colpo agli scambi internazionali. Prendendo atto dell'incompleta affermazione della 514, costruita tra il 1929 e l'inizio del 1932, la FIAT ripristinò la cilindrata di un litro per il nuovo modello alla base della gamma, appunto la 508, che, dato il contesto sopra descritto, guardava prevalentemente al mercato interno, i cui volumi poterono consolidarsi negli anni successivi grazie all'azione dello Stato, che, tramite l'IMI e poi l'IRI, impedì alle spallate finali della recessione mondiale di mandare al tappeto buona parte delle imprese bancarie e industriali del Paese.
Al termine del suo ciclo produttivo, nel 1937, dopo oltre 110mila esemplari costruiti, il parco circolante era formato dalle Balilla 3 e 4 marce per circa un terzo Smile
#4 | Alfa33 il 27/08/2014 18:57:35
Molto interessante!
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