Pe me è semplicemente una....vera Lancia! Non essendo appassionato di vetture anteguerra non posso certo capire il modello ma devo dire che come estetica è fantastica rispetto alle auto del periodo! Un pochino ricorda la Traction Avant per il padiglione abbassato, molto sportivo. Veramente un gran pezzo!
Andiamo bene, nella descrizione della foto avevi scritto Augusta...
Comunque, sulle Lancia prebelliche non sono molto preparato, ma su Targheitaliane questa Lancia è censita come Artena. Il link fornito da peppe non fa che confermare questa ipotesi. Sentiamo Markino che dice
Eccomi
Sebbene sia improprio qualificarla come una vettura dall'indole sportiva, la stratosferica "Artena" qui rappresentata - una 3a serie, come giustamente osservato da Bob - sfoggia un disegno che, per i canoni stilistici della 1a metà degli anni '30, trasmette una netta sensazione di dinamismo ed aggressività, tanto che pure su queste pagine, ad 84 anni di distanza, questa essenza non è passata inosservata. L'effetto - ben evidenziato, se non addirittura amplificato dal bellissimo scatto d'anteprima - è ottenuto concludendo l'abitacolo - ben caratterizzato con le sole quattro luci laterali - poco prima dell'assale posteriore, e mantenendolo quindi "incassato" tra i voluminosi parafanghi, il che consente una linea più bassa e filante, di intonazione quindi sportiveggiante. Ho ragione di credere che si tratti della realizzazione in piccolissima serie - se non di un esemplare unico - di qualche Carrozziere, e il primo nome che mi sento di spendere è quello della torinese Garavini, della quale mi pare di riconoscere alcuni stilemi, notati su altra "Artena", una Cabriolet, come la teoria di sportelletti ai lati del propulsore, o il paraurti anteriore.
Da infarto anche la targa di prima immatricolazione, oltretutto di una provincia poco florida come quella di Grosseto, dove ben pochi erano i privati capaci di permettersi l'acquisto e il mantenimento di una vettura di questo livello - ancor più se fornita dalla Lancia come autotelaio con tutti gli organi meccanici, ed abbigliata da un fornitore esterno - mentre ugualmente verisimile potrebbe essere l'ipotesi di un'automobile in dotazione a qualche branca locale del P.N.F., oppure dell'amministrazione pubblica, compresi gli enti del cosiddetto "parastato", ai quali il regime fascista, proprio in quegli anni successivi alla gravissima crisi economica di inizio decennio, dette un notevole impulso. Alla forte curiosità sul primo intestatario di questo gioiello si somma quella che riguarda le modalità della sua perpetuazione, specie durante la 2a guerra mondiale, quando automobili di tal genere - ampie, chiuse, e dalle buone prestazioni - erano facilmente soggette a requisizioni di ogni sorta, e poi negli anni successivi, fino almeno ai primi '60, quando l'attenzione e la cura per le vetture più anziane era quasi inesistente, e gran parte di quelle superstiti finirono i loro giorni come ferro vecchio.
Avvistamento di grandissimo spessore, e di notevole impatto emotivo per il sottoscritto.
(foto "fab" )