Caspita che targa !! bello anche il verde!! direi ottimamente curata...
le ruote mi sembrano molto esili ...
certo , alla vista di oggi paiono gomme da ciclomotore, allora invece erano la norma; pensare però di sfrecciare a 80 all'ora su gomme così negli anni 30 con le strade che c'erano e la tecnologia degli pneumatici mi farebbe rabbrividire.....
magari non in questo caso, ma mi pare di aver letto che ai primordi, di incidenti spesso fatali ce ne fossero spesso (ovviamente in proporzione alla quantità più modesta di autovetture circolanti)... insomma, non erano certo il massimo della sicurezza, vuoi anche per il tipo di strade che c'erano una volta..
comunque questo esemplare è notevole. mi sorprende moltissimo la tinta, per me decisamente inusuale..
Paolo, trovi qui la spiegazione che, a tale proposito, fornì Massimo qualche anno fa:
http://www.targhe...o_id=19594
Grazie a questa informazione, riuscii finalmente a capire perché una bellissima FIAT "524 C" Berlina 6 luci del 1931, conservata in provincia di Genova, sfoggiasse una targa GE a 3 cifre non superiore a "200".
Da grande estimatore e super patito degli anni '30 e '40, sarebbe un sogno possedere una vettura del genere e viaggiare spensierati nelle stradine di campagna con il sottofondo di qualche melodia d'altri tempi!!! Sognare non fa mai male dico sempre
Riconosco l'auto e soprattutto la zona di avvistamento. Bravo Gabriele!
Aggiungo due foto, la prima l'ho scattata due anni fa, mentre la seconda risale al 2002!
Se mi ricapita a tiro controllerò per curiosità l'anno riportato sulla targa ASI.
Si tratta probabilmente di una versione "normale", cioè in alleatimento semplificato rispetto alla "Lusso". La tonalità è certamente poco consueta, ma dovrebbe essere originale, anche perché prevista su altre FIAT dell'epoca, come la "Ardita"; lo stesso Agostino ha fotografato qualche tempo fa una "514 Spider" rifinita in un colore simile, se non identico.
Vettura senza dubbio di grande importanza storica, la "508", lanciata al Salone di Milano del 1932 in piena crisi economica quale sostituta della "514", che aveva stentato ad affermarsi come vettura di taglia medio-piccola, scontando, oltre al peso della cattiva congiuntura, alcune evidenti ambiguità merceologiche. Il taglio conferito alla "508", quello cioè di una vettura inequivocabilmente dai bassi costi di gestione, e quindi accessibile alle crescenti fasce della borghesia impiegatizia e delle professioni, consentì al nuovo modello di raccogliere un significativo riscontro commerciale, e di contribuire in modo decisivo al recupero dei ricavi del Gruppo, che si erano ridotti di almeno 1/4 in un paio di esercizi. La prima serie, retrospettivamente chiamata "tre marce", totalizzò oltre 40mila esemplari sino ai primi mesi del 1934, seguita dalla 2a serie "aerodinamica" a quattro marce, che, godendo di un clima economico migliore, grazie all'intervento decisivo della mano pubblica, e anche al più lungo periodo di produzione (circa tre anni), arrivò a superare le 70mila unità.
Ottimi e suggestivi, come sempre, gli scatti di Gabriele.
Le targhe però, come a volte accadeva all'epoca, son più anziane, sono del 1927.