Ottimo esemplare, decisamente raro in questo allestimento decentemente motorizzato e soprattutto ben accessoriato: in Italia erano di serie perfino i vetri elettrici posteriori, mentre rispetto alla serie precedente mancavano i cerchi in lega che caratterizzavano decisamente l'estetica.
Gli aggiornamenti apportati nel 1986 avevano migliorato i materiali e aumentato a dismisura la versatilità della plancia (rimarchevole il numero di vani a scomparsa) ma le avevano tolto indubbiamente parecchia personalità. Non a caso la prima plancia era pur'essa frutto del centro stile Bertone.
Esemplare senza difetti evidenti, anche la terza luce di plexiglass (che tendeva a opacizzarci o a creparsi piuttosto in fretta) sembra in ottimo stato.
Forse la vettura media di metà anni '80 più completa, specialmente con questa motorizzazione.
Finalmente aveva un interno normale, razionale e ben costruito.
La terza luce laterale, sulla versione restyling, era decisamente più durevole che sulla prima serie.
I cerchi in lega mi sembra che fossero comunque a richiesta.
Credo sia stata l'unica auto ad avere la possibilità della terza luce optional, non mi vengono in mente altri esempi nemmeno su auto molto più recenti.
I cerchi in lega mi sembra che fossero comunque a richiesta.
Sulla prima serie i cerchi in lega erano di serie sulle TRS, TRD e GT 19 italiane. Curiosamente la più completa, la Digit, aveva le borchie di plastica: probabilmente essendo una serie limitata che riservava al nostro mercato solo 200 esemplari, si ritenne di non apportare variazioni all'allestimento.
In occasione della rivisitazione degli interni, comunque, si perse qualcosa. Ad esempio i montanti interni delle TRS - TRD - GT prima serie erano rivestiti in tessuto, mentre nella seconda serie erano in plastica semplice.
Nelle stesse versioni sparivano gli altoparlanti sui montanti posteriori, la presa di corrente 12V nella parte posteriore della console e le due prese per le cuffie stereo che erano inizialmente comprese nella predisposizione radio. Il computer di viaggio che era di serie sulla GT divenne optional su TRS e GTI, ma solo per il primo anno di produzione. Dopodiché, sparì dai listini.
Un altro particolare che non molti conoscono e che andava nella direzione della riduzione dei costi fu l'eliminazione del cofano anteriore in vetroresina, prima adottato dall'intera gamma e ora riservato alle sole versioni sportive.
Certo, nel frattempo entravano a fare parte delle dotazioni l'impianto ABS, l'interno in pelle, gli specchietti elettrici, l'iniezione elettronica, il telecomando porte, eccetera. Una strategia di mercato rispettante la consueta regola "con una mano aggiungo, con l'altra tolgo" a cui molti costruttori sono ricorsi nel tentativo di intercettare maggiormente il gusto del pubblico eliminando le spigolature della prima versione.
Tutto ciò, unito al design più convenzionale della plancia e dei comandi, rendeva certamente la BX una vettura in po' più simile alle concorrenti "normali". Ma la BX non era per nulla una vettura normale, ed ecco perché pur avendo amato una GTi seconda serie, preferirò la prima serie per sempre.
Come al solito sei un' enciclopedia vivente. E per ciò che concerne Citroën credo che tu non tema rivali.
Ogni volta imparo cose nuove.
Detto questo, il cruscotto della prima serie lo trovo inguardabile.
A cosa servono i satelliti per le freccie se poi non hanno il ritorno automatico?
A cosa serve la strumentazione a tamburi? Oltre ad essere terrificante come estetica, specialmente di notte?
Hai mai visto un cruscotto della prima serie che non avesse il cassetto portaoggetti totalmente disallineato?
Per non parlare di Cx e Visa che avevano l'hazard dietro al volante in posizione irraggiungibile, così come la chiave di accensione sulla Cx.
Rendere complicate cose semplici, a parer mio, non ha nulla di geniale.
Se poi contorniato da plastiche orribili, per giunta montate malissimo, non stento a capire come la Citroën fallisse ogni 20 anni...
non stento a capire come la Citroën fallisse ogni 20 anni...
Mi piace la satira, e quella automobilistica è stata una mia recente occupazione. Ciò non di meno, parlare di fallimento per la Citroen sotto un post riguardante la BX è quantomeno ironico, visto che la BX ha letteralmente salvato i bilanci della Casa, che dopo il matrimonio con Peugeot faticava a macinare utili. Insomma la BX era il classico modello da non sbagliare e che, fortunatamente, non sbagliarono.
Al netto di ciò è eccessivo fare passare la Citroen per una sorta di British Leyland francese, che si sgretolò a suon di modelli disegnati male e costruiti peggio. I salvataggi notoriamente furono due: quello operato negli anni 30 dalla Michelin ad una Citroen dissanguata dalle spese per l'industrializzazione della Traction Avant e quello avvenuto 40 anni dopo a causa di una serie di investimenti a volte ingenti e a volte spericolati (progettazione GS, acquisto Maserati, acquisto Panhard, acquisto diritti motore Wankel, progettazione SM) con la ciliegina sulla torta della crisi petrolifera. Al di là di questo, i modelli della Casa, belli o brutti che fossero, hanno sempre venduto bene (persino la più controversa, la Ami, superò il milione di esemplari). La prima Visa avrebbe potuto invece fare meglio, ma non convinse l'estetica tormentata unita al prezzo di vendita troppo elevato. Si riprese comunque grazie al provvidenziale restyling.
I satelliti, o PRN, inizialmente (si parla del 1974) erano un'ottima idea: i comandi erano pochi e memorizzarli era cosa facile. Le complicazioni sono arrivate in seguito con la moltiplicazione dei comandi, per arrivare a quelli della BX che richiedevano un certo periodo di pratica.
Ma prima di arrivare a quel punto, bisogna denotare che i comandi Citroen erano lodati da ogni testata automobilistica come esempio di ergonomia e praticità (si veda la prova Quattroruote della Visa: cinque stelle in plancia e comandi!) e che fra la metà degli anni settanta fino alla fine degli anni ottanta, praticamente ogni prototipo da salone presentava una plancia a satelliti, evidentemente perché si credeva che sarebbe stato quello il futuro progettuale a cui sarebbero approdate tutte le case lungo il decennio.
La storia come sappiamo andò diversamente e finiti gli spaziali anni ottanta ci fu un ritorno di fiamma per la classicità. Nel frattempo i comandi a satellite fecero in tempo a dilagare su molti cruscotti giapponesi e a fare la loro fugace comparsa nella nostrana Fiat Uno.
La strumentazione a tamburi, curioso ma vero, fu un lascito Lancia adottato dapprima sulla GS (con la chicca del cambio colore a seconda dei regimi) e che sopravvisse sicuramente più del dovuto. Il problema dei tamburi era la loro inerzia di funzionamento, particolarmente fastidiosa quando si trattava del contagiri. Non è un caso che le versioni sportive avessero una più reattiva strumentazione a lancette.
All'epoca della BX sicuramente sarebbe stato il caso di passare, se proprio si voleva fare dell'avanguardia, ad un tachimetro digitale: d'altronde le TRS già avevano il contagiri a LED.
Che i tamburi fossero brutti di notte è un'opinione del tutto personale: io li trovavo spettacolari e ti garantisco che non sono il solo.
L'Hazard era effettivamente nascosto nella prima CX (forse non avevano la più pallida idea di dove piazzarlo) mentre nella Visa si raggiungeva abbastanza facilmente visto che il volante aveva una razza sola e i pulsanti retrostanti si vedevano perfettamente in chiaro.
Credo che fosse più complicato raggiungerlo, per fare un esempio, in una Giulietta del 1982. O anche in una 75 del 1986.
Curioso che, al contrario, in una plancia "avventurosa" come quella della GSA l'hazard fosse piazzato in posizione più che evidente, forse addirittura più visibile dal passeggero piuttosto che dal guidatore.
Diciamo che in quegli anni ognuno aveva la sua idea di ergonomia, e non è certo che oggi si sia al riparo da svarioni clamorosi, vedi il caso recente dei tasti a sfioramento.
Al netto dell'opinionismo, una cosa controproducente di certi interni Citroen era la radio fra i sedili: sulla SM si poteva anche tollerare, ma sulla CX anni '80 diventava una croce, difficile da raggiungere e tendente a racimolare ogni genere di sporcizia.
Vedila come vuoi, comunque. Il discorso del complicare ciò che è semplice ha perfettamente senso e sicuramente il voler "fare del diverso a tutti i costi" poteva risultare controproducente, e non di rado lo era, anche dal punto di vista commerciale.
Ma era anche sintomo di vitalità, immaginazione, fantasia, personalità ed estro.
Tutte cose di cui oggi, nel mondo dell'auto, c'è assoluta mancanza.
A cosa servono i satelliti per le freccie se poi non hanno il ritorno automatico?
A cosa serve la strumentazione a tamburi? Oltre ad essere terrificante come estetica, specialmente di notte?
Hai mai visto un cruscotto della prima serie che non avesse il cassetto portaoggetti totalmente disallineato?
Va ricordato che Citroen è il marchio automobilistico con più appassionati al mondo,non credo sia un caso,per queste quisquiglie sinceramente in pochissimi si fanno problemi.
Sull'autoradio fra i sedili (un'idiozia inconcepibile) avevo glissato, anche perchè le prime Cx ce l'avevano posizionata in maniera corretta.
Sorvolo anche sul volante monorazza.....
Sul fatto che Citroen sia il marchio con più appassionati al mondo, mi giunge nuova. Sicuramente sarà cosi', e probabilmente sono sfortunato io, perchè in vita mia ho conosciuto qualche migliaio di persone, e quelle a cui piacevano le Citroen si potevano contare sulle dita di una mano. In compenso, quei pochissimi, sfioravano il fanatismo.
Personalmente la Bx è una di quelle che apprezzo di più. Assieme a Cx, Sm, Xm, Xantia e C5 seconda serie.
Tutte le altre non le avrei volute neanche regalate.
Il volante monorazza, in tempi in cui non esisteva (o era poco più che allo stadio di prototipo) l'airbag, credo fosse anche un bel passo in avanti per la sicurezza passiva. E, lo potranno forse confermare i citroenisti, risulta anche più maneggevole in alcune situazioni di guida. Senza contarne la "spettacolarità" se abbinato al Diravi...
Sull'autoradio fra i sedili (un'idiozia inconcepibile) avevo glissato, anche perchè le prime Cx ce l'avevano posizionata in maniera corretta.
Sorvolo anche sul volante monorazza..
Il volante monorazza è una soluzione di sicurezza passiva di notevole avanguardia per i tempi in cui fece la sua comparsa.
il dispositivo è pensato per rompersi facilmente in 2 parti in caso di incidente ,in tempi dove il piantone dello sterzo ti finiva addosso .
Per la cronaca, la CX seconda serie aveva come accessorio una avvenieristica autoradio blaupunkt (denver) che aveva un lungo braccio che riportava tutti i comandi radio in prossimità dello sterzo.
Avvistata a bordo strada fuori da un gruppo di case, parcheggiata come una vettura qualsiasi. Ero in macchina da solo, lì per lì ero distratto, poi quando mi sono reso conto di cosa fosse ho fatto marcia indietro e l'ho fotografata dietro e davanti. Ora non riesco, seguiranno anche le foto aggiuntive.