Sarei curioso di sapere come acquirente e venditore sono riusciti comunque a far quadrare i conti.
Se non ricordo male gli incentivi statali ora sono conclusi, quindi lo sconto era quello della casa produttrice che dovrebbe essere di 3000 euro circa (venendo a costare comunque quasi 16.000 euro di listino), dubito che con la vendita ci abbia fatto questa cifra ma ci si sarà comunque avvicinato, cosa impensabile- purtroppo - con gli incentivi statali che arrivano anche a 11.000 euro.
Un gran sollievo sapere che questa Panda 45 sia finita in ottime mani.
stava rischiando di essere demolita per una leap motor
Sempre un'ottima notizia la mancata rottamazione di un'auto vecchia ma ancora funzionante e in condizioni decorose.
Gli incentivi, purtroppo, rendono queste manovre economicamente molto allettanti.
Sarei curioso di sapere come acquirente e venditore sono riusciti comunque a far quadrare i conti.
Certo che pensare di buttare una buonissima macchina per una Leapmotor, gia solo questa idea la trovo assurda. Alla fine non c'è l'ho neanche molto con la Leapmotor. Forse una delle elettriche più ragionevoli essendo piccola., comoda per la città, 5 posti ma di contro la trovo, dal punto di vista estetico, davvero anonima e banale.
Il 903 sulla Panda faceva miracoli. Pronto come non mai, era irresistibile sullo scatto breve. Lo scatto é l'unica cosa che ricordo con piacere della mia 45 del 1982, afflitta da diversi problemi.
Il coperchio del baule sembra allineato in modo approssimativo, avrei evitato la scritta Mercedes e anche il terminale non è suo. Comunque bell'esemplare, palesemente importato per la presenza degli indicatori laterali e appartenente all'ultima annata, dato che le W123 immatricolate in Italia nel 1985 si possano contare sulle dita di una mano (non ne ho mai vista una). Dovrebbe quindi avere almeno il cambio a cinque marce, e probabilmente altri accessori interessanti.
Veramente bella e complimenti a chi l'ha salvata da quasi sicura demolizione pur essendo di un colore che non mi entusiasma pur sapendo essere un colore in voga negli anni '80. Rossa, nera o bianca e con i 2 tettini apribili sarebbe il mio sogno!
Auto di produzione 1980 ma immatricolata a gennaio 1981.
Pensate che stava rischiando di essere demolita per una leap motor, era già stato fatto il preventivo per il nuovo.
Fortunatamente ha prevalso il buon senso e l'auto è stata acquistata da un mio amico appassionato ed ora è in buone mani.
Gli interni sono ben messi, necessiterebbero giusto di delle spugne nuove.
Ho avuto modo di provarla per constatare la bontà del mitico 903 aste e bilancieri.
Hanno stranamente desistito dal sostituire i cerchi in ferro originali, abbastanza carini da vedere in virtù dell' assetto ribassato e le poco invasive minigonne , un esemplare davvero piacevole e sicuramente appagante da condurre, per le targhe.,. chissà! ,se non si tratta di un importazione qualcosa in futuro si potrebbe fare...
Probabile che i cerchi non siano originali ma quelli neri di una 33. Motivo del cammuffamento.
Bella anche bianca ma più anonima.
Interessante il motore 1286 da 76 cv alimentato col doppio corpo Weber (o col meno pregiato Solex): scattoso, nervoso e già molto divertente nelle berline col solo monocorpo Dellorto. La successiva versione 1351 meglio si attaglierà alle lunghe percorrenze autostradali.
Veramente molto bella anche per me; personalmente trovo che questo insolito colore le doni molto; tonalità piuttosto appariscente ma ugualmente elegantissima. Bella anche la targatura; ottimo avvistamento
Esemplare apparentemente molto in ordine nel simpatico colore azzurro adriatico, tipico della versione in oggetto e all'epoca molto frequente sia sulle 126 che sulle 127; avrei evitato il doppio scarico
Esemplare bello e interessante; concordo sulla totale inadeguatezza dei copricerchi, fuori contesto e di foggia effettivamente molto dozzinale... Per fortuna ci vuole poco a toglierli
Bell' esemplare, apparentemente molto ben conservato, di Panda 45 prima serie, auto ormai molto poco frequente a vedersi. Poco attraenti i coprisedili piazzati un po' alla buona; chissà come sarà la tappezzeria al di sotto... Potrebbe essere tanto consunta quanto nuova. Avvistamento molto interessante
Grande pregio del motore Fiat consiste nella prontezza e rapidità nel prendere i giri caratteristica non esaltante in quello Alfa che ha una discreta inerzia nelle variazioni di regime che lo penalizza nella guida sportiva e che crea qualche problema anche a livello di cambio.
La foto è stata scattata al volo perché c'erano delle persone al bar di fianco e non volevo farmi vedere ma è in ottime condizioni di carrozzeria e vernice.
Probabilmente il portatarga è quello originale ma nel frattempo si è completamente scolorito.
Fra i due propulsori è una bella lotta, forse il bialbero Alfa patisce un po' di più le irregolarità di alimentazione, compensate però dall'inconfondibile ruggito.
Non sono un grande appassionato di questi macchinoni tedeschi, ma in questa tinta non posso che rimanerne ammaliato, poi addirittura con targhe milanesi di prima immatricolazione! Dev'essere rimasto per lungo tempo nelle mani del primo proprietario, che immagino fosse abbastanza eccentrico per sceglierla in questo colore (o magari era una donna! Non sarebbe da escludere).
Aggiungo che la tonalità, a me assai gradita per quanto obiettivamente non per tutti i gusti, presenta una certa affinità con il rarissimo "rosa Mirabello" previsto per le "Fulvia Coupé Rallye".
Complessivamente ben preservata, vista dal vero qualche settimana fa al raduno domenicale milanese di Piazza Affari, dove sono appena tre le "Alfasud Sprint" sinora comparse in ben cinque anni e mezzo (due delle quali solamente quest'anno), oltre ad una o forse due "Sprint Quadrifoglio Verde", ad ennesima dimostrazione - purtroppo - della notevole rarità del modello, sebbene a quell'incontro le Alfa Romeo "classiche" convergano quasi sempre numerose.
Considerata la scritta identificativa "Sprint" tout court, potrebbe trattarsi di un esemplare equipaggiato con il propulsore d'origine da 1286 cm3, poco prima del passaggio, avvenuto proprio nel 1978, alla gamma più articolata basata sulle cilindrate 1351 e 1490.
Tra i colori previsti, il bianco Capodimonte non è qui il più esaltante, ma poco importa; colpiscono invece per cattivo gusto i copricerchi attualmente montati, spero in via provvisoria.
Combinazione modello-colore di grande impatto scenico, con il notevole plus della targa italiana d'origine, circostanza non certo comune per vetture straniere di tal calibro.
Esemplare in gran spolvero, in vendita alcuni anni fa ad Autoclassica (2021, forse, dovrei controllare nell'archivio fotografico); sono molto lieto nel riscontrare che, diversamente da quanto davo già per scontato in fiera, sia stato trattenuto sul nostro suolo.
Avvistamento molto prelibato.
Dovrebbe trattarsi della tinta db 463 rame prevista anche per le berline w111/112. Colore,ai miei occhi ,decisamente pesante, comunque esemplare superbo.
Condizioni rimarchevoli. Con tanto di portatarga originale, non mi stupirei se fosse ancora del primo proprietario o se avesse pochi chilometri all'attivo. Certo, il braccio della spazzola ossidato sarebbe meglio sostituirlo su un esemplare così.
Trascurata ma tutto sommato recuperabile, merito anche dell'ottima resistenza all'uso gravoso. Bella la tinta, la rende molto elegante abbinata al tetto in vinile.
La tinta, sebbene stia parecchio bene, non credo sia originale. Un'auto così, però, andrebbe mantenuta secondo le specifiche di fabbrica. In ogni caso gran bel pezzo, complice la targa originale, che ha ancora quotazioni più modeste rispetto alle sorelle con motorizzazione superiore o cabriolet.